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Forze Armate, non si placa la rabbia per la pista ciclabile
In commissione mobilità di zona 7 non bastano i tecnici comunali a calmare i cittadini, che a loro dire non ottengono risposte e lamentano la lentezza delle decisioni

Articolo del: 05/09/2012
Autore: Massimiliano Melley

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La pista ciclabile di via delle Forze Armate fa ancora discutere. Martedì sera, in commissione mobilità del consiglio di zona 7, stava per finire in bagarre, anche se durante il mese di agosto sembrava che le cose si mettessero bene: all'errore si era rimediato cancellando il tratto più contestato del percorso.

I residenti e i commercianti lamentano l'annullamento totale dei posti auto, ma anche la "fretta" con cui la pista era stata tracciata, nottetempo, in un weekend di fine luglio. Predisponendo avvisi che parlavano genericamente di "parcheggi" e non di pista ciclabile. E infine lo spreco di denaro pubblico nel fare qualcosa in maniera avventata e poi cancellarla dopo due settimane. "Sono un riparatore di prodotti che non possono essere trasportati se non in auto o in furgone", ha spiegato un artigiano in commissione. "E vicino a me c'è un commerciante di condizionatori. Noi non possiamo più lavorare se ci viene impedito di far sostare le auto e i camion davanti alle nostre attività".

Le perplessità dei cittadini si sono trasformate in una vera e propria protesta durante l'intervento di un consigliere del Partito democratico che cercava di spiegare come si era arrivati alla situazione e che, peraltro, ha ammesso come "ci siamo dispiaciuti noi per primi del fatto che il consiglio di zona non sia stato interpellato". Oltre a lui hanno poi preso la parola Bestetti (Pdl) e Ortona (Nuovo Polo) che hanno tra l'altro proposto di ovviare con una pista a doppio senso sul lato della caserma, allargando il marciapiedi.

I cittadini non si sono calmati (tutt'altro) quando è stata la volta di un tecnico del comune, che ha cercato di ripercorrere la vicenda che ha portato alla realizzazione di questa pista ciclabile tenendo a sottolineare che si tratta di una pista perfettamente a norma (una delle accuse è che i ciclisti preferiscono non usarla perché non si sentono abbastanza sicuri, troppo vicini a auto e autobus).

DOPO LA COMMISSIONE: LA PROPOSTA DEL PD - Lorenzo Zacchetti, consigliere del Partito democratico, a margine della seduta di commissione ha formulato una proposta. Ci tiene però innanzitutto a specificare la "comprensione del disagio dei residenti". "Mi dispiace - aggiunge a MilanoToday - che l'opposizione ne stia approfittando, esasperando gli animi e creando le condizioni affinché l'occasione di confronto offerta dalla riunione di commissione sia stata sprecata". Nel dettaglio, Zacchetti spiega che il problema parcheggi nel tratto interessato corrisponde, secondo i calcoli, a 51 posti auto. E prosegue: "Se in via Labus fossero installati parcheggi a spina di pesce se ne recupererebbero molti di più, oltretutto razionalizzando la sosta che invade il marciapiede. Inoltre, valuterei la possibilità di riservare ai residenti il tratto dove ci sono le abitazioni e alcune attività commerciali". In via Labus o via Primaticcio troverebbero posto i clienti della ludoteca che sta aperta fino a sera tardi.

"Nel tratto tra via Saint Bon e via Olivieri - prosegue Zacchetti - ci sono dei commercianti che lamentano problemi di accesso. In quel punto valuterei l'inserimento di zone di carico e scarico, che non sono incompatibili con la ciclabile. All'estero ce ne sono diversi esempi". Ma Zacchetti puntualizza anche di aver già preso con i residenti l'impegno di verificare queste idee con i tecnici e l'assessore. "Le ciclabili - argomenta - sono soggette a norme specifiche per garantire la sicurezza e quando si affrontano argomenti tecnici bisogna avere l'umiltà di affidarsi agli esperti del settore. Altrimenti, continuiamo a fare discussioni surreali, con proposte demagogiche e irrealizzabili, mentre il problema rimane irrisolto. Accettiamo di confrontarci su qualsiasi punto di vista, ma proseguendo sulla strada della mobilità sostenibile".

IL COMMENTO DI MILANOTODAY - La vicenda è emblematica di qualcosa di ben noto: i cittadini non sopportano i tempi lunghi della politica. Speravano, martedì sera, di ascoltare spiegazioni sul perché la pista ciclabile era stata fatta in modo erroneo e anche di ascoltare una proposta della maggioranza. Proposta che però è arrivata dopo la chiusura della commissione, nei "capannelli" che si sono formati in aula. Quanto alla proposta delle opposizioni, nessuno ha risposto se è realizzabile e, se sì, con quali costi. Comprensibile quindi la rabbia di cittadini comuni, che dopo un mese dal "pasticcio" speravano di sentire già una risposta certa. Per salvare la pista ciclabile (sacrosanta) e anche i diritti di chi vive e lavora in via Forze Armate (altrettanto sacrosanti).

Commento: Le piste ciclabili non sono "sacrosante", in quanto nessuno ha NECESSITA' di andare in bicilcletta. Chi lo fa, lo fa per propria convenienza o comodita'. Percio', dato che le biciclette sono veicoli come gli altri, contemplati dal codice della strada e per i quali esistono gia' le strade normali, le piste ciclabili vanno fatte solo dove non arrecano danno a chi la bicletta non la usa.
Faccio presente che carabinieri, polizia, vigili del fuoco, fornitori dei negozi non vanno in bicletta. Chi deve portare oggetti pesanti non va in bicletta. Chi ha parenti anziani con problemi di deambulazione non li porta in giro in bicicletta. Le ambulanze non hanno due ruote.
Sarebbe ora di piantarla con questa divinizzazione delle biclette e delle piste ciclabili.
Per quanto riguarda la pista ciclabile incriminata, l' unica cosa sensata sarebbe cancellarla. Ma si sa, ai politici risulta sempre difficile ammettere di avere torto, e pur di non farlo sono disposti a lasciare che danni e disagi continuino a tempo indefinito.


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