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Regione: via libera ai ritocchi per i trasporti pubblici
Bus e tram, biglietti più cari dopo l'estate
Adeguamento delle tariffe all'inflazione, più 2,5 per cento. Il Comune coprirà l'adeguamento, la Provincia no

Articolo del: 28/07/2008
Autore: Rita Querzé

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MILANO - Mezzi pubblici più cari dall'autunno. La giunta regionale sta per dare il via libera all'adeguamento all'inflazione delle tariffe. Con i prezzi che hanno ripreso a correre il ritocco non è trascurabile: più 2,5 per cento. Il rialzo dei prezzi dei trasporti rischia di rilanciare una polemica che Comune e Provincia di Milano hanno sepolto sotto la cenere. Perché a Comuni e Province capoluogo è lasciata la possibilità di coprire di tasca propria l'adeguamento annuale delle tariffe. Senza toccare i prezzi dei biglietti. Proprio quello che farà il Comune di Milano.

«La nostra politica, come dimostra anche l'introduzione dell'Ecopass, vuole incentivare l'uso dei mezzi», sottolinea l'assessore alla Mobilità di Palazzo Marino, Edoardo Croci. Mentre la Provincia di Milano non coprirà l'aumento dei prezzi dei biglietti con fondi di bilancio. In compenso palazzo Isimbardi annuncia da settembre sconti corposi sugli abbonamenti dei pendolari «ben superiori alla cifra che avremmo dovuto stanziare per compensare il recupero del costo della vita».

L'adeguamento dei biglietti all'inflazione approfondisce la disparità di trattamento tra chi si muove dentro Milano e chi viene dall'hinterland. Magari per lavoro. Anche di questo si parla al tavolo sull'integrazione tariffaria intorno al quale siedono Regione, Provincia e Comune di Milano. «L'obiettivo è arrivare al biglietto unico nell'area metropolitana entro il prossimo anno», dice l'assessore regionale ai Trasporti, Raffaele Cattaneo. «Con Milano non esiste nessun contrasto — sottolinea Cattaneo —. Certo è vero che i milanesi sono avvantaggiati da un trasporto pubblico locale più efficiente e a prezzi più bassi. E questo evidenzia la disparità con i cittadini dell'hinterland ».

Ma la partita più importante si gioca al tavolo per la revisione della legge regionale sui trasporti. Anche qui si parla di tariffe. «Siamo pronti a incrementare i fondi regionali destinati al settore oltre a chiedere al governo un maggiore impegno — assicura Cattaneo —. Ma anche l'aumento delle tariffe è inevitabile se si si vuole evitare il tracollo del settore». Le associazioni dei consumatori non ci stanno. Dice Angela Alberti dell'Adiconsum: «Alla fine rischiano di pagare solo i soliti noti. E cioè i pendolari. E per di più senza avere in cambio un servizio migliore».

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