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Area C, e io dico: finalmente è tornata

Articolo del: 17/09/2012
Autore: Anna Scavuzzo

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Qualcuno dice che è una gabella, altri che è un’inutile restrizione, addirittura per qualcuno lede diritti costituzionali. Ci limita, ci regola, ci chiede un pedaggio. Eppure … eppure io oggi non posso che tirare un sospiro di sollievo. Finalmente è tornata Area C.

In agosto abbiamo subito solo in parte la sua mancanza, il traffico meno intenso dell’estate ha attenuato gli effetti negativi di questa assenza, ma in questi primi giorni di settembre… quanti di noi hanno evocato il ritorno di Area C!
Quante volte mi sono sentita chiedere “Ma la rimetterete, vero? E’ solo una sospensione temporanea, coraggio, non tornate indietro, si stava così bene”.

Milano sa essere invivibile, caotica e snervante. E questi primi giorni di settembre ce lo hanno ricordato. Può essere spericolato affermare che esista una funzione “pedagogica” da attribuire a un pedaggio, però posso dire che la città – e soprattutto noi cittadini – abbiamo bisogno di essere richiamati al senso di responsabilità in modo non blando o eludibile.

Lo ammetto: la sospensione di Area C mi aveva preoccupato perché temevo che noi milanesi non saremmo stati capaci di limitarci nell’uso dell’auto e che giorno dopo giorno avremmo lasciato che il traffico avesse di nuovo la meglio. E così è stato: non siamo ancora pronti per lasciare a casa l’auto privata in assenza di una qualche forma di obbligo; probabilmente ci arriveremo, probabilmente saremo capaci in futuro di scegliere di migliorare la qualità e la vivibilità della nostra città senza che qualcuno ce lo imponga.

Al momento non è così e i dati ce lo hanno dimostrato. Spegnare le telecamere ha rimesso in auto molte persone, anche quelle che in questi mesi avevano scoperto di avere alternative possibili. A quelli che dicono che non è sufficiente Area C, che ci vuole “ben altro”, rispondo che hanno ragione e fanno bene a chiedere interventi di più ampio respiro. Per cambiare radicalmente le nostre abitudini in termini di mobilità ci servono più tempo, più risorse, più coraggio, orizzonti di intervento più ampi.

Per oggi, però, non mi stanco di ripetere: bentornata, Area C!

Commento: "Articolo" assolutamente delirante. Ormai il Corriere è proprio sceso al livello della propaganda più sfacciata. Che tristezza!

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