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Area C non migliora l’aria e peggiora la vita

Articolo del: 19/09/2012
Autore: Andrea Trerntini e Enrico Engelmann

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Il Comune sostiene che AreaC difende la salute dei cittadini e libera dal traffico e che non è un modo di fare cassa. Chiaro che un pedaggio riduca il traffico… in centro. E altrettanto chiaro che lo aumenti nei dintorni.

Ma la legge permette pedaggi su concessione a fronte di servizi, per esempio autostrade, mentre il Comune ha stabilito che i proventi di Area C verranno usati per mobilità sostenibile e mezzi pubblici, cioè non a favore di coloro che subiscono il pedaggio.

L’aumento delle tariffe dei mezzi pubblici è, in effetti, un grande incentivo al loro utilizzo (siamo ironici). E anche il generoso e “volontario” contributo dei residenti in Area C, che non possono certo scegliere se passarci o meno, è un grande segno di civiltà (siamo ancora ironici).

“Ma c’è di mezzo la salute!” dicono in tanti, e in questi casi bisogna derogare. L’Arpa controlla l’aria dagli anni ’70 e certifica che gli inquinanti “monitorati” (benzene, diossido di azoto, diossido di zolfo, monossido di carbonio, ozono) sono sotto soglia dagli anni ’90 e pure in discesa costante.

E le famose “polveri” (ridottesi dal 1970 al 1995 di ben 10 volte, oggi relativamente basse, benchè altalenanti) rimangono appena al di sopra. Le fonti delle polveri sono molteplici e i motori non sono quella preponderante: più del 80% delle polveri è dovuto alla combustione della legna, ai riscaldamenti non a gas e ai processi industriali.

Ecco perché i dati dimostrano platealmente,in uno studio che abbiamo realizzato insieme (disponibile sul web), come la stessa Area C sia ininfluente. Non è un caso quindi che il Comune abbia poi dichiarato che le polveri non sono riducibili e che bisogna invece concentrarsi sul “black carbon”, un fattore misurato solo dal Comune, di cui non ci sono nè dati storici nè attuali (non vengonopubblicate le misurazioni giornaliere), sul quale non ci sono normative europee e di cui l’Osha (ente Usa: salute e sicurezza sul lavoro) ne stima la pericolosità a concentrazioni 350 volte superiori a quella attuale di Milano.

Alla fine Area C non produce effetti benefici sull’aria e causa solo disagi a molte persone (percorrenze lentissime con i mezzi o levatacce per entrare prima delle 7.30), è un peggioramento oggettivo e significativo della qualità della vita per molti, a fronte di un miglioramento puramente soggettivo ed estetico per coloro cui non piace “vedere tante auto in giro”.

Era meglio ridurre i prezzi dei mezzi pubblici, realizzare parcheggi custoditi di interscambio in periferia e gestire meglio la sosta selvaggia in città.

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