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Formigoni e Albertini: "Non è un provvedimento isolato"
Legambiente: "Il governo non lasci soli i comuni"
Domenica a piedi baciata dal sole
tutti in bici, pattini o a cavallo
Veltroni: "Servono fondi per cambiare i mezzi pubblici"
A Roma livelli più bassi, Milano revoca il blocco vicino allo stadio

Articolo del: 08/02/2004


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ROMA - Vince la creatività: in bicicletta come ai tempi dell'austerity del 1973 o sui monopattini elettrici del terzo millennio molti italiani oggi hanno scelto un mezzo diverso da auto e scooter. Il blocco del traffico è stato il protagonista di questa domenica di febbraio, in cui Roma, Milano, cento comuni della Lombardia, diverse città capoluogo del Veneto, 30 comuni del Trentino Alto Adige, i centri storici delle Marche e le città di Prato e Frosinone hanno deciso di prendere provvedimenti drastici contro l'inquinamento.

Provvedimenti giudicati inefficaci e inutili dal ministro dell'Ambiente Altero Matteoli, ma anche dall'Osservatorio di Milano e da diversi esperti. Soddisfazione, comunque, dai sindaci di alcune delle principali città coinvolte, come Walter Veltroni a Roma e Gabriele Albertini a Milano, che hanno sottolineato l'efficacia dell'iniziativa.

A Roma il blocco è iniziato alle 10 ed è finito alle 17: un'ora di "sconto" (all'inizio si era parlato delle 18) per non penalizzare i tifosi diretti allo Stadio Olimpico per Roma-Juve. Scongiurato il rischio-blocco per domani: l'assessorato all'ambiente ha fatto sapere che i livelli delle polveri sottili sono rientrati nella norma. Dopo cinque giorni di superamento, i valori si sono dimezzati.

"Abbiamo raggiunto il risultato che ci eravamo preposto - ha detto il sindaco Veltroni -, l'indice dell' inquinamento oggi si è ridotto del 50 per cento". Ribadendo che "i sindaci non possono essere lasciati soli di fronte all'emergenza inquinamento" Veltroni ha detto che "occorre l'intervento dello Stato a sostegno del trasporto pubblico locale, unica vera alternativa al trasporto privato".

Con il bel tempo moltissimi romani si sono riversati in centro in bicicletta. A passeggio lungo i Fori Imperiali anche il sindaco e gli assessori comunali alla mobilità e all'ambiente, Mario Di Carlo e Dario Esposito. Ma ci sono stati anche tanti cittadini "pizzicati" dai vigili al volante senza alcun permesso speciale: dalle 10 alle 17 sono state multate 5000 persone.

A Milano sole e cielo più azzurro del solito, come se il provvedimento avesse avuto effetto immediato. Molti hanno optato per la bicicletta, il monopattino, alcuni anche per il cavallo. Caos e tensione sulla tangenziale ovest, all'uscita in direzione dello stadio di San Siro, dove si giocava Milan-Perugia. I tifosi hanno trovato via Novara, la principale arteria d'accesso, bloccata dai vigili urbani. Centinaia di auto si sono incolonnate, con ripercussioni lungo la tangenziale. Fra le 13.30 e le 14.00 la Polizia Municipale ha revocato il blocco lungo via Novara, fino all'intersezione con la strada per il Meazza. La situazione è poi tornata alla normalità.

Soddisfatto il presidente della Regione Lombardia, Roberto Formigoni: nella regione quello di oggi non è un provvedimento isolato, ha osservato, poiché le domeniche di blocco erano state programmate nell'autunno scorso in date già stabilite, così come lo stop ai veicoli non catalizzati dal lunedì al venerdì. "Ricordiamo una volta di più che questi provvedimenti - ha detto Formigoni - stanno pian piano abbassando le concentrazioni di polveri nell'aria".

Gli ha fatto eco il sindaco di Milano, Gabriele Albertini: "La Regione Lombardia, a differenza dalla Regione Lazio, ha colto in anticipo i segnali che arrivavano dalla legislazione europea" ha sottolineato il primo cittadino, che ha riferito di aver concordato nei giorni scorsi, con il sinaco di Roma Veltrni, iniziative comuni nella lotta all'inquinamento.

Parzialmente soddisfatta Legambiente: i "blocchi del traffico, doverosi e in alcune città imposti dalle normative vigenti - si legge in una nota dell'associazione - non sono che una soluzione d'emergenza, un palliativo, se non si incrociano con provvedimenti strutturali e sistematici contro smog e traffico".

L'associazione replica anche al ministro dell'Ambiente, Altero Matteoli, che ha definito inutili i provvedimenti. "Non è così - ribattono gli ambientalisti -, e poi se è vero che i sindaci sono responsabili del traffico che strangola le città e le soffoca col PM10, vero pure è che il ministro è altrettanto responsabile se i singoli comuni si trovano ad affrontare alla spicciolata l'allarme smog, senza linee comuni, senza mezzi finanziari".

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