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Smog, Milano anticipa le domeniche a piedi

Articolo del: 12/01/2000


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MILANO - Assediate dallo smog, Milano e Como hanno anticipato le domeniche ecologiche annunciate dal ministro Ronchi: nelle due città lombarde la prossima sarà già una domenica a piedi. A Torino invece è stato revocato il blocco del traffico previsto per oggi, poiché il livello di attenzione non è stato superato in nessuna delle sei centraline di monitoraggio dell' aria. Ma le altre città italiane (per le quali il divieto domenicale scatterà dal 6 febbraio) non stanno sicuramente meglio di Milano e Como, spiegano al ministero dell' Ambiente, i cui esperti lanciano una nuova emergenza, quella delle "polveri". Le polveri arrivano soprattutto dai motori diesel non ecologici, dal riscaldamento, dai camini delle industrie e mettono a rischio i polmoni degli italiani ristagnando nell' aria delle metropoli. E un censimento aggiornato mostra che soprattutto le polveri sottili (Pm10), sforano i limiti imposti dalla legge, ovvero i 40 microgrammi al metrocubo di media annuale. La città più polverosa, secondo il ministero, è Torino con 60 microgrammi/metrocubo mediamente all' anno; seguita da Bologna (56 mg/mc); Firenze, Milano, Roma Palermo e anche Venezia (qui le medie prese in considerazione sono mensili) superano la soglia limite. Attacca Legambiente: in Italia la salute non è uguale per tutti. Solo in Lombardia i cittadini hanno il diritto di respirare aria con meno polveri che nel resto del paese. "In Lombardia a novembre scorso è stata adottata, unico caso in Italia, una delibera che recepisce i limiti di polveri stabiliti dalla direttiva europea e che impone di bloccare pertanto il traffico se si superano", sottolinea Legambiente affibbiando alle altre regioni l' appellativo di "distratte", poiché danno il permesso allo smog di entrare liberamente nei polmoni degli italiani. Secondo gli ambientalisti sarebbe bene quindi seguire l' esempio di Milano. E per Ermete Realacci, presidente di Legambiente, unica soddisfazione è che almeno si prenda atto del pericolo smog, visto che le città sono al collasso. Milanesi e comaschi tra 48 ore dovranno lasciare auto, moto e ciclomotore in garage dalle 8 alle 20 e probabilmente la stessa sorte toccherà ai cittadini di Legnano, Busto Arsizio e Gallarate. Potranno circolare solo auto elettriche, mezzi pubblici, forze dell' ordine e quelli di soccorso oltre ai medici in visita urgente, a giornalisti e edicolanti. "Non sottovaluto affatto i disagi che i cittadini dovranno affrontare e non ho fatto del blocco del traffico una bandiera ideologica", dice Roberto Formigoni presidente della regione Lombardia che ha firmato la delibera di stop ai motori. Il provvedimento non sarà revocato neppure se l' inquinamento dovesse rientrare nei limiti consentiti nelle prossime ore. Chi volesse fare il furbo dovrà non solo pagare una multa salata (121 mila lire) ma lasciare sul posto il proprio veicolo. L' aria delle città sarà messa meglio sotto controllo, il ministro Ronchi ha annunciato la riorganizzazione delle reti di rilevamento della qualità dell' aria così come prevede la direttiva europea.

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