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Metrò, stazioni a pezzi e lavori fermi
Muri scrostati, infiltrazioni e pannelli che si staccano. Ma il piano di interventi da 3 milioni è stato interrotto

Articolo del: 08/10/2012
Autore: Maria Sorbi

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La stazione di QT8 fa i conti con muri scrostati e pannelli di marmo che si staccano dalle pareti: un biglietto da visita di cui andar poco orgogliosi con i giovani stranieri che passano dalla fermata del metrò per raggiungere l'ostello.
A Crescenzago i passeggeri convivono con le infiltrazioni nei muri e l'umidità. E anche le stazioni di Cascina Gobba, Gorgonzola e Gessate non se la passano bene. Il piano di restyling delle fermate metropolitane è stato interrotto in corso d'opera. Così come i lavori per riparare le scale mobili. Rubinetti chiusi. E così, a fianco di stazioni super moderne, ce ne sono altre con le pareti scrostate, i cavi elettrici scoperti e gli ascensori fermi da mesi.«Dei tre milioni stanziati inizialmente per le ristrutturazioni - spiega il consigliere del Pdl Marco Osnato - ne è stato speso solo uno. Poi gli interventi sono stati bloccati e vorremmo capire il perché». Non si tratta solo di una questione estetica: sistemare le stazioni riguarda anche la sicurezza dei passeggeri e l'accessibilità. «Ci sono infiltrazioni talmente estese - spiega Osnato - che il rischio di un corto circuito non è affatto da escludere». Atm dovrà affrontare anche questo problema. Oltre all'emergenza dei treni vecchi di 40 anni, c'è anche quello del restyling delle stazioni che, ovviamente, non possono essere lasciate in questo stato in vista di Expo. Bande Nere è stata rimessa a nuovo, Inganni pure. Primaticcio no. Con una ristrutturazione fatta solo in modo parziale per mancanza di fondi. Interrotti a settembre anche i lavori per riparare le scale mobili. I soldi sono finiti e, almeno fino all'approvazione del bilancio 2013, non potranno essere aperte altre gare per proseguire. Nonostante i tempi di magra, qualche mese fa la giunta, per rispondere alle proteste dei cittadini, aveva trovato in extremis un milione di euro e ne aveva sbloccati altri tre, già stanziati in passato, per sostituire ex novo 13 scale mobili. Ma il piano è stato rinviato: i fondi scarseggiano e ci sono priorità più urgenti tant'è vero che, per forza di cose, ci si è trovati costretti a stendere un elenco degli interventi da bollino rosso e di quelli che, tutto sommato, possono essere rimandati di qualche mese. In ogni caso l'Atm è riuscita a ridurre di due terzi le scale mobili fuori servizio. Tra queste anche quella della fermata di Montenapoleone, ferma per mesi e mesi a causa di un pezzo di ricambio («che costava appena 800 euro» spiega Osnato). La coperta risulta sempre troppo corta, o da una parte o dall'altra. «Per questo vogliamo affrontare con serietà il problema dei finanziamenti e vogliamo conoscere il piano di Atm - interviene Osnato. Abbiamo l'impressione che sia in corso una provincializzazione dell'azienda di trasporti e che si stia tornando a una municipalizzata di vecchio stampo. Eppure siamo a due anni da Expo ed è più che mai necessario ragionare in tutt'altro modo. Per di più siamo molto preoccupati per i lavoratori di Atm che sono molto legati alla loro azienda ma per i quali ci chiediamo quali garanzie ci siano sul futuro». Sicurezza, restyling, finanziamenti e progetti futuri saranno i nodi su cui l'opposizione cercherà di mettere chiarezza.


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