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La formula Meno probabile il dimezzamento delle ore di stop
Domenica a piedi più leggera
«Blocco auto solo in centro»
Maran e Bisconti: «Conciliare ambiente e spostamenti»

Articolo del: 25/10/2012
Autore: Armando Stella

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Domeniche a spasso in edizione limitata. Il divieto di circolazione alle auto viene confinato all'Area C e applicato a macchia di leopardo solo nei quartieri che organizzano eventi e manifestazioni pubbliche. Nel resto della città: liberi tutti. Il Comune sta studiando una nuova formula per le giornate senza traffico in programma il 18 novembre e nel febbraio 2013, una sorta di versione «invernale» del provvedimento che Milano ha già sperimentato cinque volte nel 2012: «Rimoduliamo l'impianto secondo uno schema più semplice e comprensibile - dice l'assessore al Tempo libero, Chiara Bisconti -. Conserviamo lo spirito festoso, con il coinvolgimento di enti culturali e associazioni sportive, ma ridimensioniamo il divieto per limitare i disagi ai cittadini».

Una ricetta light per i blocchi della stagione fredda. Il processo di riesame del progetto tocca all'assessore Bisconti e al collega ai Trasporti, Pierfrancesco Maran. Resta invariata la filosofia: la domenica a spasso non viene proposta in funzione antismog (è inefficace), ma come laboratorio di una città diversa, lenta, a misura di ciclisti e pedoni. A cambiare sono le regole: «Le domeniche a piedi non devono essere vissute come una punizione - è il ragionamento aperto a Palazzo Marino -. Serve una formula più agile che contemperi il valore ambientale con le necessità di spostamento dei cittadini».

Il ticket Bisconti-Maran sta valutando due ipotesi tecniche. Prima opzione: una riduzione della fascia oraria di applicazione del provvedimento alle parte centrale e più calda della giornata, quattro-cinque ore di stop alle auto (dalle 11-12 alle 16) anziché otto (fra le 10 e le 18). La seconda è una restrizione geografica del divieto: non più il blocco totale, ma una chiusura al traffico limitata al centro storico e ad alcune zone specifiche (corso Buenos Aires, ad esempio). La scelta sarà presa a brevissimo, ma alla fine dovrebbe prevalere il secondo modello. Per due ragioni: l'Area C è la porzione di città meglio servita dai mezzi pubblici Atm e le telecamere del ticket garantiscono un controllo assoluto sul rispetto delle regole (e multe sicure per i trasgressori).

Il tema è stato affrontato ieri all'apertura della conferenza Mobility-Tech organizzata a Palazzo Giureconsulti, la due-giorni di confronto tra istituzioni e aziende su politiche, prodotti e scenari di sviluppo delle smart cities (le città moderne e intelligenti). Una stoccata al «disorganizzato sistema di governo dell'area metropolitana milanese» l'ha data Giuseppe Biesuz, l'amministratore delegato della società ferroviaria Trenord: «È necessario fare una chiara scelta a favore dell'integrazione dei mezzi di trasporto». Due esempi negativi descrivono l'anomalia del caso Milano: la mancanza di un biglietto unico di viaggio sulle linee Atm e Trenord e l'incertezza sul futuro del traffico aereo. «I passeggeri del treno Malpensa Express sono aumentati del 27% quest'anno (saranno 2,2 milioni a dicembre, ndr) - ha insistito Biesuz -. Ma per continuare a investire abbiamo bisogno di certezze: ci dica Sea se intende scegliere finalmente Malpensa o vuole continuare a mantenere l'ambiguità su Linate». La replica di Sea è netta: «Il rilancio di Malpensa, con la riduzione di Linate a ruolo di scalo dedicato esclusivamente ai voli Milano-Roma, è una priorità».

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