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Sito per la difesa della mobilità a Milano e Lombardia

Rivoluzione in corso Garibaldi
bici in strada anche contromano
E' il primo caso in Italia. L’obiettivo è togliere le due ruote dai marciapiedi.Il limite
dei 30 chilometri orari per auto e mezzi a motore viene esteso a sette vie di zona

Articolo del: 04/11/2012
Autore: FRANCO VANNI

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Fare di corso Garibaldi la prima via in Italia in cui le biciclette possono ufficialmente circolare contromano. A patto che i ciclisti si tengano il più vicino possibile al margine della carreggiata alla propria destra, evitando rischi per se stessi e per gli altri. È il progetto del consiglio di Zona 1, che all’unanimità dei presenti ha approvato una delibera per il «riordino del traffico nell’area Garibaldi». Il punto forte è proprio la possibilità per le biciclette di violare, in modo regolare, il senso unico come centinaia di ciclisti già fanno nonostante i divieti in tutta la città.

Nel testo della delibera si parla esplicitamente di permettere il transito in ambo i sensi delle biciclette lungo la carreggiata. Fabio Arrigoni, presidente del consiglio di Zona 1, spiega: «In corso Garibaldi le bici oggi sfrecciano sui marciapiedi con pericolo per i pedoni. Occupando la carreggiata, anche in senso opposto, non porterebbero rischio per nessuno: i saliscendi rallentatori di fatto impediscono alle auto di superare i 30 chilometri all’ora, che potremmo portare a 20, e la strada è larga a sufficienza». Il piano del consiglio di Zona è stato trasmesso al settore Mobilità del Comune, che studia una segnaletica in grado di indicare agli automobilisti il fatto che le bici possono arrivare anche in senso opposto. Si pensa a un cartello, associato a una striscia tratteggiata sull’asfalto. Fatte tutte le simulazioni e i collaudi necessari gli uffici decideranno
se dare l’ok.

Il tratto del corso Garibaldi interessato dall’esperimento è quello a traffico limitato, compreso fra via Pontaccio e piazza XXV Aprile. Il progetto per la promozione della 'mobilità dolce' nella via prevede anche l’obbligo di circolare a 30 chilometri orari in tutte le traverse del corso: via degli Angioli, via Delio Tessa, via Anfiteatro, via Laura Solera Mantegazza, via Palermo (oggi chiusa al traffico delle auto all’ora di entrata e uscita degli alunni dalla scuola elementare), via Tommaso da Cazzaniga, via Statuto e via Marsala. Per assicurarsi che il limite sia rispettato, si immagina di installare nuovi saliscendi rallentatori. Altro punto del piano è l’allestimento di nuovi posti riservati alla sosta di moto e scooter, che oggi invadono i marciapiedi. «Garibaldi è una zona bellissima, in parte proprio grazie alla fruizione da parte di ciclisti e pedoni, che vogliamo potenziare sempre più», dice il consigliere di Zona del Pd Mattia Abdu.

Commento: Ma possibile che a Milano qualsiasi idiozia in tema mobilità trovi sempre e subito accesi sostenitori (e in così grande numero)?
Invece di mettere un vigile a fare multe ai ciclisti che non rispettano il codice della strada, costoro cosa fanno? Cambiano il codice! Manco fossero le regole di un gioco da tavolo!
A sti acuti personaggi non viene in mente che se esistono certe regole, forse è perchè hanno un senso? E che se cambiano le regole solo in una via, poi non lo sa nessuno, e le probabilità di incidenti aumentano enormemente?
Assolutamente patetica e totalmente avulsa dalla realtà la proposta, poi, di abbassare il limite a 20 km orari. Ma perchè non introdurre allora l' obbligo di scendere e spingere? Ma lo sa questo Arrigoni che un limite così basso non si riesce neanche a mantenerlo? Probabilmente costui non sa neanche guidare, ed è di quelli che si all' occorrenza si fanno dare un passaggio a scrocco dagli amici (tanto qulche pollo gentile si trova sempre...).


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