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area c: no alla richiesta di sospensione del ticket
Area C, il ticket anti-traffico rimane
Il Consiglio di Stato respinge il ricorso
Il sindaco Pisapia: «Siamo soddisfatti, aspettiamo in tempi brevi la decisione nel merito del Tar Lombardia»

Articolo del: 08/11/2012


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MILANO - Il ricorso contro Area C è stato respinto dal Consiglio di Stato. La nuova versione della «congestion charge», reintrodotta dalla giunta Pisapia il 17 settembre scorso, era stata contestata dalla stessa autorimessa nel centro storico che il 25 luglio aveva vinto il primo round al Consiglio di Stato e obbligato il Comune a spegnere le telecamere. La sperimentazione è stata ridotta (da 18 a 12 mesi), la cornice legale riscritta e il testo integrato con una convenzione per i parcheggi: «Credo e spero che prevarrà l'interesse dei milanesi e non di un singolo», aveva auspicato l'avvocato-sindaco Giuliano Pisapia. La sentenza del Consiglio di Stato ha questa volta dato torto ai ricorrenti, il ticket non sarà sospeso.

LE MOTIVAZIONI - Il ricorso in appello è stato respinto con la motivazione che, visto l'imminenza di un pronunciamento di merito del Tar della Lombardia sulla misura anti-traffico, non sussistevano le «necessità urgenti» avanzate dall'autorimessa per richiedere la sospensione del provvedimento.

IL SINDACO - «Siamo soddisfatti della decisione del Consiglio di Stato - ha affermato il sindaco Giuliano Pisapia -. Adesso aspettiamo, in tempi brevi, la decisione nel merito del Tar Lombardia, che già più volte si è espresso favorevolmente rispetto ad Area C, riconoscendo la superiorità dell’interesse pubblico rispetto all’interesse di un singolo». Pisapia ricorda che Area C ha portato benefici «sia in termini di riduzione del traffico sia delle emissioni inquinanti» e che «è un provvedimento che trova la sua origine in un referendum cittadino votato a larga maggioranza dai milanesi».

MARAN - L’assessore alla Mobilità, Ambiente, Arredo urbano e Verde Pierfrancesco Maran ribadice: «L’amministrazione Pisapia è determinata a difendere questi obiettivi e, esattamente come è successo in questi primi 16 mesi, a confrontarsi apertamente anche con chi la pensa in modo diverso. Dopo la decisione di oggi chiediamo anche a coloro che hanno perplessità sul provvedimento di tornare a confrontarsi scegliendo la via del dialogo, quella che ci permette davvero di migliorare Milano, rispettando i pareri altrui e accettando il diritto di chi governa ad assumersi la responsabilità di scelte importanti».

IL COMITATO - «Pericolo scampato», è il commento di Edoardo Croci, Marco Cappato e Enrico Fedrighini di «Milano si Muove», comitato promotore dei referendum cittadini per l'ambiente. «I milanesi non rischiano di vedere vanificati anni di impegno per migliorare traffico e qualità di vita», spiegano. «Ma la partita non è chiusa - aggiungono i tre referendari -. Incombono giudizi di merito e ulteriori ricorsi. Per mettere al sicuro definitivamente i risultati raggiunti e andare avanti sulla strada del risanamento ambientale l'amministrazione comunale deve accelerare l'adozione del piano della mobilità urbana in cui inserire la congestion charge come provvedimento strutturale». Il comitato chiede inoltre di proseguire sul «percorso definito con i referendum milanesi dello scorso anno. Attendiamo date e investimenti certi per allargare Area C, pedonalizzare il centro storico e potenziare il trasporto pubblico e la mobilità sostenibile».

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