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una settimana di disagi per i pendolari
Trenord, domenica da incubo
tra nuovo software e sciopero Orsa
A causa del giorno festivo non ci sono fasce di garanzia. Sabato sono stati oltre 200 i treni soppressi

Articolo del: 16/12/2012


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MILANO - Continuano i disagi pesanti per gli utenti di Trenord: il nuovo software impazzito, la neve e ora anche uno sciopero dell'Orsa, senza fasce di garanzia perché scattato all'alba di domenica, stanno creando continui ritardi e cancellazioni di treni. Un'odissea che va avanti da lunedì scorso, 10 dicembre. E da parte dell'azienda si tenta di correre ai ripari: è corsa contro il tempo per ritornare al vecchio programma di gestione dei turni, dopo un'intera settimana di confusione causata dal software non abbastanza testato. Tutti sperano di ripartire, lunedì, da un minimo di normalità: almeno senza dover programmare dal mattino decine di cancellazioni.

LO SCIOPERO - Sul sito di Trenord l'annuncio dello sciopero che ha messo in ginocchio i viaggiatori anche di domenica: «Dalle ore 03.00 di domenica 16 dicembre 2012 alle ore 02.00 di lunedì 17 dicembre 2012, l'organizzazione sindacale Or.S.A. - Segreteria Regionale Lombardia - ha indetto uno sciopero che interessa il personale Trenord, sia su rete Ferrovienord che su rete Rfl. Durante lo sciopero non sono previste fasce orarie di garanzia, in quanto giorno festivo».

SABATO - Sabato sono stati oltre 200 i treni soppressi da Trenord sui quasi 1.400 che hanno circolato fino alle 19. Il 66% dei convogli è arrivato puntuale o con un ritardo inferiore ai 7 minuti, il 25%, cioè un treno su quattro, ha invece avuto ritardi di oltre 10 minuti (alcuni anche di un'ora). Sono stati, invece, risolti entro le 14 i problemi creati alla circolazione dalla neve sulla linea Milano Mantova, Milano Como Chiasso, Milano Bergamo via Cairate e sulla S9 Albairate Seregno.

PORTE APERTE - Alle 20 di sabato sera il regionale 2659 per Mantova, in partenza alle 17.15 da Stazione Centrale, era fermo a Greco Pirelli. «Siamo in ostaggio, nessuno ci dà notizie - ha detto al telefono da quel treno la pendolare Michela. - Ho chiamato anche i carabinieri. Mentre ancora la gente saliva, il treno è partito con due porte aperte». Scene dalla Babele che le ferrovie lombarde sono diventate da domenica scorsa. Quel regionale, che nel frattempo aveva «accorciato» a Cremona la sua destinazione finale, era stato trasformato, per un tortuoso giro, nel treno numero 71296 fino a Greco: qui ferrovieri trafelati hanno messo rimedio ad un guasto per poi ripartire, con la sigla 81523. Da Lambrate in avanti il regionale ha recuperato la sua «identità», il numero 2659: ma ha limitato a Cremona la sua destinazione, con buona pace di chi doveva andare a Mantova. «C'è esasperazione, è una questione di ordine pubblico di cui investire i prefetti» dice Alessia Manfredini, pendolare e consigliere comunale pd a Cremona.

Commento: Naturalmente, per i vari ecotalebani ideologici, non c'è nessun rapporto fra notizie come questa e il fatto che molti pendolari continuano a venire a Milano con la macchina, malgrado tutti gli intralci e gli ostacoli che ogni giorno si inventa l'amministrazione milanese. Per costoro chi usa la macchina lo fa sempre solo per pigrizia.

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