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Moto, cinquemila posteggi in più
"Sfruttiamo strisce blu e stradine"
Il piano di Palazzo Marino e Zona 1 con l'elenco delle vie: lo spazio occupato da un'auto può accogliere cinque motocicli. L'assessore Maran: "E' possibile utilizzare anche i marciapiedi, ma senza causare disagi ai pedoni"

Articolo del: 22/03/2013
Autore: FRANCO VANNI

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Da viale Bianca Maria a Foro Buonaparte, fino a corso di Porta Vittoria. Sono centinaia i posteggi dedicati alle moto in arrivo in centro nei prossimi mesi. È l’inizio di un piano che porterà all’interno della cerchia dei Bastioni fra i 5mila e i 6mila nuovi stalli regolari per le due ruote. Un tentativo di adeguare gli spazi di sosta al boom di moto e scooter seguito ad Area C. Nell’ultimo anno le immatricolazioni di due ruote in città sono aumentate in media del 6,5 per cento, con vendite record per gli scooter 125. Ma l’incremento si scontra con la scarsità di zone di posteggio regolare, soprattutto in centro. Per questo l’assessorato comunale alla Mobilità, guidato da Pierfrancesco Maran, ha dato delega al consiglio di Zona 1 di individuare le vie dove sarebbe possibile ricavare nuovi stalli, senza intralcio per i pedoni e con il minor danno possibile per negozi e uffici affacciati sulla strada.

«In centro ci sono 5mila posti auto a pagamento - dice Maran - l’intenzione è trasformarne progressivamente una quota in aree di sosta per moto e biciclette». Il rapporto è di uno a cinque: dove trova posto un’auto, ci stanno cinque moto. «Per raggiungere quota cinquemila sarebbe sufficiente ridurre di un quinto i posti con strisce blu in centro, trasformandone un migliaio, ma non faremo una conversione grossolana - aggiunge l’assessore - Stiamo ragionando strada per strada, in base alle necessità di chi vive e lavora nelle singole vie. Valuteremo con
attenzione anche la possibilità di ricavare posti su isole spartitraffico e marciapiedi molto larghi, ma solo nel caso in cui la presenza delle moto non dia in alcun modo fastidio ai pedoni».

E qui entra in gioco il consiglio di Zona. Nelle scorse settimane il “parlamentino” del centro ha svolto una prima analisi, individuando una rosa di strade dove sarebbe possibile in tempi brevi trovare spazio per nuovi posti dedicati alle moto. L’elenco comprende grandi arterie, come viale Papiniano e viale Bianca Maria, e vie meno frequentate come Orti e Sant’Agnese. «Abbiamo scelto strade in cui il marciapiedi sia più largo di 3 metri, tanto cioè da consentire la sosta di una fila di moto larga 70 centimetri dice Fabio Arrigoni, presidente del consiglio di Zona un’altra possibile collocazione delle nuove aree di parcheggio è a bordo strada, in carreggiata, nelle strade troppo strette per ospitare una fila di auto ferme. La terza soluzione è quella indicata dall’assessore, con la trasformazione dei posti auto con strisce blu. Vogliamo conciliare tutte e tre».

L’elenco di strade fornito da Zona 1 sarà ora preso in esame dai tecnici di Palazzo Marino, che effettueranno tutti i rilievi per stabilire se e dove sia possibile tracciare le nuove strisce bianche. Di certo, i posti prevederanno la sosta gratuita e ai vigili sarà chiesto un impegno extra perché non ci siano infrazioni. «Oggi, con la scusa che non ci sono posti per le moto, molti si spostano a motore acceso sui marciapiedi - dice Arrigoni - Questa pratica deve finire, le moto vanno spinte a mano». Quanto ai tempi di realizzazione dei nuovi posti moto Stefano D’Onofrio, presidente della commissione Mobilità del consiglio di Zona, dice: «L’obiettivo è realizzare alcune centinaia di posti entro l’estate, privilegiando anzitutto le strade laterali e meno trafficate, dove non siano necessari interventi costosi di adeguamento dell’arredo urbano».

Negli ultimi 12 mesi Palazzo Marino ha allestito 215 nuovi posti, inserendo la sosta motociclistica nella riqualificazione urbana in via Agnello come in via Lanzone, fino a piazza Cavour. «La necessità di spazi regolari per posteggiare le moto è evidente dice Andrea Trentini del comitato di “centauri responsabili” Motocivismo spesso si tratterebbe semplicemente di regolarizzare la sosta delle moto su marciapiedi dove, già oggi, c’è e non dà fastidio».

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