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Dal primo novembre rivoluzione nel sistema di appalti e controlli
Metrò sporchi, troppi subappalti: «Ora basta» Nel 2008 l'Atm ha riscosso penali per 200 mila euro dalle società che non rispettano i contratti.
Arriva l'ispettorato alla qualità

Articolo del: 15/09/2008


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Lui lo dice. «I treni non vengono puliti, né disinfestati». E l'Atm lo sa? «Qui ognuno fa quel che vuole, società e cooperative che intascano soldi, non mi faccia dire...». È sufficiente. Deposito Famagosta, l'altra mattina: la denuncia è d'un addetto alla pulizia del metrò. Pentito e schifato, s'alza all'alba da anni e descrive «scene vergognose, che non si possono più tacere». Cioè: «Interventi raffazzonati, tram e bus lasciati sporchi, la linea rossa poi, uno schifo, stazioni abbandonate a cartacce e graffiti, turni saltati, manutenzioni fantasma...».

L'Atm, sì, lo sa: i passeggeri si lamentano, l'azienda è «insoddisfatta» del lavoro di «pulizia, igienizzazione e lavaggio» di mezzi, depositi e officine svolto finora, nel 2008 ha riscosso penali per 200mila euro dalle società che non rispettano i contratti. Per questo, dal primo novembre, rivoluziona il sistema di appalti e controlli. Ci sarà un nuovo ufficio in Foro Buonaparte: l'ispettorato alla qualità. Atm fa pulizia. La metropolitana e le linee superficie hanno mostrato «evidenti criticità», per dirla con i manager.

Sono oltre 200 le ditte pagate per tenere puliti e ben tenuti mezzi, stazioni, banchine, uffici. Piccole imprese unite da una rete di appalti e subappalti, dove gli incarichi e i compiti sono sminuzzati, quasi «invisibili». Tre società maggiori sono al vertice di una scala di sigle e ragioni sociali che si dividono, da 5 anni, una torta da 60 milioni di euro. «Ora si volta pagina, si passa da una gestione contrattuale dei servizi a una piattaforma di prestazioni legate ai risultati», dice Eugenio Magni, responsabile della direzione logistica Atm.


Sporcizia anche nelle stazioni (Fotogramma)

I vecchi contratti sono scaduti il 31 ottobre e non sono stati rinnovati: da novembre tutte le operazioni passano da duecento sigle a due multinazionali francesi, Siram (partecipata da Edf-Veolia) e Cofathec (già impegnata alle Olimpiadi di Torino), colossi nel settore dei servizi. La prima si occuperà del mondo Atm sulle strade, la seconda della Milano sotterranea. Un migliaio di ex dipendenti sarà assorbito dai nuovi gruppi: tutti, cioè, tranne quelli assunti negli ultimi quattro mesi. C'è il via libera dei sindacati. I pentiti, dunque. «I treni non vengono puliti, è uno scandalo», confessano gli addetti. Il punto: non sempre vengono rispettati i livelli di qualità.

E infatti, dopo le ispezioni sono partite multe da 200mila euro per le aziende. Da qui, dunque, si riparte. La gara vinta due mesi fa da Siram e Cofathec vuole invertire la tendenza: in due si occuperanno di tutto, dalle aiuole ai fili elettrici, dai citofoni agli ascensori, dai traslochi alla pulizia di treni, filobus e tram. In sostanza: vengono «integrati» (uniti) gli appalti e «razionalizzati» (semplificati) i contratti. Pit-stop rapidi dei mezzi. Interventi quotidiani su bus e stazioni, cicli mensili rafforzati sui treni e operazioni «straordinarie» in caso di eventi e manifestazioni. La nuova macchina per la pulizia del trasporto pubblico punterà su «qualità e trasparenza»: Siram e Cofathec avranno loro strutture di autocontrollo, le banche dati saranno messe in rete con il database Atm, il nuovo ispettorato potrà verificare i risultati e convocare i dirigenti delle due società. Dice il dirigente Magni che «lo spessore delle imprese è garanzia di standard elevati. Ora si cambia registro». L'hanno sentito dire anche a Famagosta.

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