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TESSERE-SOSTA PER GLI ARTIGIANI E LE PARTITE IVA. «MA PIÙ CONTROLLI»
Strisce blu, evasione al 50%
Via libera agli abbonamenti
Il Comune ha incassato «solo» 1,9 milioni nel 2012

Articolo del: 27/04/2013
Autore: Armando Stella

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Tra la previsione e l'incasso c'è una distanza di 30 milioni di euro. Una voragine contabile che stravolge il bilancio economico delle strisce blu e provoca frizioni tra il Comune e l'azienda di casa. Il dossier Atm sui conti (precari) della sosta a pagamento è sul tavolo dell'assessore alla Mobilità, Pierfrancesco Maran, ed è uno dei documenti sotto osservazione in questa fase di feroce spending review . L'analisi dovrà procedere dai dati, ma intanto vanno chiariti obiettivi e strumenti: la giunta Pisapia deve necessariamente recuperare risorse, e presto, per riequilibrare il rapporto tra spese ed entrate. I parcheggi su strada sono uno dei capitoli su cui si è stabilito d'intervenire con urgenza. L'indirizzo, preciso: «Ci sono margini per aumentare l'efficienza». E non solo con un «rafforzamento dei controlli», che pure è stato chiesto e ci sarà. Palazzo Marino ha studiato e si prepara a lanciare un pacchetto di abbonamenti mensili o annuali per alcune categorie di lavoratori: commercianti, artigiani, professionisti con partita Iva. Solo quest'operazione, stando ai calcoli, consentirebbe di recuperare subito 2-3 milioni di euro extra.

La gestione delle strisce blu è regolata da un contratto tra Comune e Atm rinnovato nel 2010. In sostanza: l'azienda riscuote i pedaggi (da «grattini» e parcometri) e versa all'azionista una quota del 15 per cento. Fin qui: la teoria. In pratica, i parametri dell'accordo non sono mai stati raggiunti. Uno sugli altri: il Comune aveva indicato in 70 mila posti l'offerta complessiva di strisce blu, ma ad Atm non risultano più di 50 mila posteggi dai Bastioni ai metrò di periferia. Altro elemento: l'Agenzia per la Mobilità e l'Ambiente (Amat) ha calcolato un incasso annuo potenziale di 45-50 milioni di euro, eppure i ricavi di Atm sono sempre rimasti abbondantemente sotto questa soglia. Erano 17 milioni di euro nel 2011 e sono scesi a 16,5 milioni di euro l'anno scorso. L'ultimo canone girato al Comune è stato dunque di 1,9 milioni. Una voce marginale. Un'inezia. La quota era di 10,75 milioni di euro nel 2008, era crollata a 7,34 milioni l'anno dopo ed era già sprofondata attorno ai 3,5 milioni nel 2010. Oggi siamo ai minimi storici.

Ma come si giustifica l'enorme scarto tra le previsioni e gli introiti effettivi? È su questo punto che le diagnosi della giunta e dell'azienda divergono. Le ultime rilevazioni tecniche dell'Amat certificano un tasso medio di evasione superiore al 50 per cento (in periferia toccherebbe addirittura il 70-80 per cento): sostanzialmente, secondo le indagini statistiche e sul campo, un automobilista su due ci prova, rischia, e non paga il parcheggio sulle strisce blu. «La vigilanza può essere migliorata», sostengono da Palazzo Marino. Le contro osservazioni di Atm sono puntuali. La prima: le multe degli ausiliari sono aumentate del 25 per cento nel 2012 (360 mila verbali) e hanno totalizzato contravvenzioni per 15 milioni di euro. E ancora, secondo Atm, la mancata crescita degli incassi sarebbe da addebitare alle scelte dell'amministrazione: l'Area C ha ridotto il traffico del 30 per cento nei Bastioni, la zona in cui sono posizionati i 4.100 posti auto a più alta «redditività»; i residenti nei nuovi ambiti di sosta nella cerchia filoviaria hanno il pass per parcheggiare gratuitamente sulle strisce blu; i parcometri, infine, consentono il pagamento frazionato della sosta (30 minuti), meglio per l'automobilista e molto peggio per il bilancio comunale. Quest'anno le colonnine elettroniche saliranno da 500 a quasi 1.200.

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