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ATTENTI A QUEI DUE – Trentini ed Engelmann, con “Arcipelago Area C”, hanno inchiodato Pisapia & Co.

Articolo del: 10/07/2013
Autore: Otello Ruggeri

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Autori dell’interessante libro “Arcipelago Area C”, che potere leggere e scaricare gratuitamente dal sito: arcipelagoareac.it., ecco Andrea Trentini ed Enrico Engelmann.

Fate una vostra breve descrizione giusto per conoscervi meglio…

A.T.: Sono ricercatore presso l’Università degli Studi di Milano, al Dipartimento di Informatica, insegno Programmazione e un corso di recente creazione che abbiamo intitolato “Cittadinanza digitale e tecnocivismo” in cui cerchiamo di sensibilizzare gli studenti verso i rapporti di reciproca influenza fra le tecnologie (dell’informazione) e l’essere cittadini, raccontiamo di cose come gli OpenData, i sistemi di deliberazione online, la protezione della privacy, la trasparenza, il coinvolgimento attivo dei cittadini nella cosa pubblica, il Software Libero, etc.

E.E.: Sono laureato in biologia e ho conseguito il dottorato in biologia vegetale, occupandomi di studi di biofisica. Attualmente mi occupo di fotografia, pubbliche relazioni e programmazione web.

Fra i tanti problemi che hanno colpito Milano da quando è in carica la Giunta Pisapia, voi avete deciso di concentravi in particolare su “Area C”. Per quali motivi?

A.T.: In realtà come comitato (MotoCivismo) sono circa dieci anni che ci occupiamo delle frottole che raccontano le amministrazioni sull’inquinamento e sul traffico; AreaC è stata la goccia (se di goccia si può parlare, viste le dimensioni del provvedimento) che ha fatto traboccare il vaso già colmo della sopportazione, anche perché mentre le altre amministrazioni bene o male negli anni si sono rese conto di non poter esagerare (con le “balle” per giustificare provvedimenti inutili e vessatori), l’”amministrazione” Pisapia si è incaponita sulla lotta senza quartiere al mezzo privato, per motivi puramente ideologici e senza alcuna base scientifica (cfr. il nostro libro appunto)… e io, da ateo radicale (non in senso politico) e allergico ad ogni ideologia mi sono subito attivato.

E.E.: La mobilità è secondo me, e penso anche secondo Andrea, uno dei problemi principali di Milano. Da almeno una dozzina d’anni tale problema viene però affrontato in maniera del tutto demagogica, senza nessuna attenzione ai dati reali e alle esigenze concrete dei cittadini. In realtà il traffico non è un problema, ma un sintomo. Ne’ la mobilita’ dovrebbe essere vista come un’occasione per fare cassa, ma al contrario come un bene da tutelare, perché si tratta di uno dei principali fattori che influiscono sull’efficienza del tessuto produttivo della città.

L’AreaC è la misura che più di tutte incarna tale approccio distorto al problema mobilità: invece di migliorare le alternative all’uso dell’auto, si è preferito renderne più oneroso l’utilizzo in una parte della città, attraverso un provvedimento che permettesse al contempo all’amministrazione di ottenere notevoli entrate aggiuntive, sia attraverso i pedaggi, sia attraverso le numerose multe.

AreaC è poi profondamente antidemocratica, risultando essa proporzionalmente molto più onerosa per le classi meno abbienti.

Il libro
Il libro
Una curiosità: la vostra conoscenza è precedente a questa esperienza, o deriva da questo interesse comune?

A.T.: Ci siamo conosciuti per questo interesse comune, la verità scientifica sul tema ambientale, e man mano che abbiamo interagito ci siamo conosciuti, il libro è frutto del materiale prodotto nel corso degli ultimi anni dai due autori, integrato e aggiornato al provvedimento AreaC

E.E.: Ci siamo conosciuti vari anni fa, attraverso la nostra comune attività in difesa della mobilità a Milano. Credo che qualcuno mi avesse segnalato il sito di cui Andrea è uno dei fondatori. Avendo entrambi un approccio molto simile al problema, ci è risultato naturale arrivare a scambiarci sempre più dati e materiale e a collaborare in modo sempre più stretto.

Avete una vostra ricetta per una gestione più oculata del traffico cittadino?

A.T.: Non esiste una ricetta definitiva, si possono però attivare provvedimenti sensati e davvero utili: la creazione di parcheggi sotterranei, di parcheggi di corrispondenza gratuiti e custoditi, la riduzione (Pisapia li ha aumentati) dei prezzi dei biglietti dei mezzi pubblici, l’allargamento delle strade (Pisapia le ha ristrette) per fluidificare il traffico, interagire con amministrazioni provinciali e regionali per migliorare il sistema dei trasporti per pendolari (oggi pressoché al collasso), incentivare intelligentemente moto (che Pisapia osteggia apertamente) e bici (che Pisapia difende a spada tratta a scapito di tutti gli altri mezzi), utilizzare le tecnologie per rendere più fruibile il sistema dei mezzi pubblici (oggi la situazione dei sistemi informativi dell’ATM è identica a quella lasciata – in stato pietoso - dalla amministrazione precedente) sia via web ma anche usando in maniera più intelligente i pannelli elettronici sparsi per la città (anche quelli sulle paline di AreaC che mostrano la scritta “telecamere” o al massimo l’orario, da due anni), infine, se proprio si vuole mettere un pedaggio (fuorilegge in ogni caso, perché i pedaggi stradali si possono attivare solo su concessione statale), perché AreaC non è altro che questo, lo si faccia chiamandolo col suo nome e usando i proventi per la manutenzione stradale che attualmente è disastrosa e non per dirottare i soldi su altri interventi che chiamare “discutibili” è fargli un complimento

E.E.: Purtroppo quasi tutto quanto è stato fatto negli ultimi 12 anni è andato nella direzione opposta a quella corretta. Come prima cosa mi verrebbe perciò da dire semplicemente… cancellare quasi tutto quanto è stato messo in atto sin qui (che poi può essere sostanzialmente riassunto sotto la voce disincentivazione dell’uso del mezzo privato).
In realtà bisognerebbe proprio cambiare paradigma. Come già accennato, la mobilità dovrebbe essere un bene da tutelare e la domanda da porsi dovrebbe perciò essere “Come fare a rendere gli spostamenti più facili e veloci?”, e non, come ora, “Come ridurre il traffico?”
Bisognerebbe poi investire sui vari tipi di mezzi di trasporto in funzione della loro efficacia e universalità. Tutti, prima o poi, hanno bisogno di spostarsi con un mezzo a motore, o di servizi forniti tramite un mezzo a motore (ad esempio ambulanza o vigili del fuoco). Al contrario nessuno deve mai spostarsi per forza in bicicletta. Chi lo fa, lo fa per propria convenienza. Ma un’alternativa esiste sempre. Analogamente, i mezzi pubblici hanno anche essi la priorità sulla bicicletta, perché quest’ultima non può venire utilizzata da larghi strati di popolazione (anziani, disabili), ne’ in presenza di particolari condizioni meteorologiche (pioggia forte, neve).
Riassumendo, bisognerebbe puntare sul potenziamento dei mezzi pubblici, sulla fluidificazione del traffico, sul miglioramento dei collegamenti con l’hinterland, sul potenziamento dei parcheggi, in particolare quelli di interscambio, da rendere il più economici e numerosi possibile.

areacRitenete che il vostro lavoro potrebbe essere utile per l’opposizione alla giunta, o a chi sfiderà l’attuale maggioranza nelle prossime elezioni amministrative di Milano:

A.T.: Lo spero bene, comunque non ne faccio un discorso maggioranza/opposizione, a me basterebbe che l’amministrazione pubblica cominciasse a dialogare con i cittadini entrando nel merito e non facendo cadere dall’altro provvedimenti “educativi” (Giuliano “Pol Pot” Pisapia?)

E.E.: Per quanto mi riguarda, sarei ben contento se l’attuale opposizione facesse proprie le nostre posizioni. In realtà, però, non ho preclusioni ideologiche. Anche se, a essere sincero, non ho nessuna speranza che l’attuale maggioranza venga illuminata sulla via di Damasco e decida di modificare la propria linea politica sul problema mobilità e ambiente!

Come è stata la risposta del pubblico e delle istituzioni a questo e al vostro precedente (se non sbaglio siete anche amministratori di un gruppo a tema) lavoro su Area C?

A.T.: Poteva andare meglio, in generale temo che in Italia lo spirito critico (nei confronti di proposte politiche di origine ideologica) e la voglia di approfondire e documentarsi siano ad un livello molto basso, è difficile essere anticonformisti in generale, figuriamoci in Italia! Comunque, pur in questo contesto, abbiamo raccolto molti pareri positivi e molto interesse

E.E.: Il problema della mobilità è un problema complesso: comprende aspetti tecnici, politici, economici, sociali e ambientali. Inoltre le misure che vengono prese possiedono effetti diversi, e talvolta opposti, a seconda che si consideri il breve o il medio e lungo termine.
E’ insomma un problema che si presta poco ad essere apprezzato da un largo pubblico. Anche i politici, quindi, di regola privilegiano un approccio superficiale, dato che sanno che un approccio più ragionato non verrebbe premiato granché. Rispetto a quando abbiamo iniziato, la situazione è però per fortuna un po’ migliorata, e il numero delle persone che hanno preso coscienza di come stanno realmente le cose è aumentato significativamente. E anche qualche politico inizia a prestare attenzione alle nostri tesi!

Avete altri progetti per il futuro?

A.T.: Sicuramente continuare ad integrare nuovo materiale nel libro e nei siti che gestiamo; ho iniziato a scrivere un libro (di narrativa) che finirò chissà quando; non mi dispiacerebbe emigrare in un paese più civile.

E.E.: Per quanto mi riguarda, il mio obiettivo è quello di continuare a fare informazione sul problema. Quelli che sono del tutto disinformati sulla reali condizioni dell’aria di Milano sono ancora tantissimi. E questa disinformazione accresce la capacità di ricatto morale di coloro che vogliono, per un motivo o per l’altro, imporre agli altri uno stile di vita che conviene solo a loro.

Per me può bastare, c’è altro che vorreste dire?

A.T.: Mi piacerebbe ricevere feedback, anche negativo se però costruttivo, sul libro che abbiamo scritto, quindi esorto anche chi è ancora convinto che AreaC sia la panacea a leggerlo e a trovare i difetti nei nostri ragionamenti, li pubblicheremo volentieri (a onor del vero il sito del libro è un wiki per cui basta registrarsi e si può contribuire)

E.E.: Vorrei sottolineare che la nostra battaglia è anche una battaglia in difesa della verità, della libertà e, soprattutto, del benessere di tutti, dato che ridurre la mobilità, prendendo paure ingiustificate a pretesto, vuole anche dire danneggiare le attività economiche, incentivarle a trasferirsi altrove oppure portarle alla chiusura, facendo così perdere reddito e anche posti di lavoro. In un periodo di crisi gravissima è un lusso che non possiamo permetterci!

Auguri miei e di tutta la redazione per una buona riuscita di questo e di tutti gli altri progetti che hanno in corso, in bocca al lupo ad entrambi.

Otello Ruggeri

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