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Mezzi pubblici sempre più cari "Ma il servizio non migliora mai"
Nuova stangata sui biglietti di treni e bus: la protesta dei pendolari

Articolo del: 31/08/2013
Autore: Ivan Albarelli

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Legnano, 31 agosto 2013 - La stangata su abbonamenti e biglietti decisa da Atm, e che da lunedì diventerà operativa, sta lasciando l’amaro in bocca alle migliaia di pendolari del Magentino, Castanese, Legnanese e Abbiatense a mano a mano che viene metabolizzata. Per gli abbonati del Legnanese e del Castanese che integrano i mezzi Movibus con quelli Atm l’abbonamento mensile cumulativo raggiunge la vetta dei 73 euro. Ed è appena meno salato per i magentini, che dovranno comunque sborsare 69 euro.
Per i tanti viaggiatori che ricorrono al mezzo pubblico sia per non farsi prosciugare il portafogli dal costo del carburante sia per non intasare strade e contribuire nel loro piccolo alla lotta contro l’inquinamento, una decisione del genere è tutto tranne che un incentivo a proseguire in questa direzione. «Soprattutto a fronte di un sevizio la cui valutazione complessiva rimane modesta», sottolinea giustamente il nostro lettore.
E come dargli torto? Che si tratti di considerare il trasporto su ferro o quello su gomma, i pendolari dell’area metropolitana milanese devono fare i conti con treni, stazioni, qualità del servizio e comfort complessivo che raggiungono appena la sufficienza. Quando la raggiungono. Passante ferroviario. A fronte di un sistema di linee suburbane (le famose “S”) che sulla carta è bene organizzato e si estende da Novara a Treviglio e da Como e Lecco a Pavia e Lodi — il più ramificato d’Italia e l’unico che si avvicina ad altre realtà europee — treni e stazioni sono nella maggior parte dei casi al di sotto dello standard che sarebbe ritenuto il minimo accettabile in altre grandi capitali come Berlino, Londra, Parigi o Madrid. Sulla S5 Varese-Milano, per esempio. Partendo da Legnano.

La stazione della Città del Carroccio — nonostante i fiumi d’inchiostro spesi per denunciare lo stato in cui versa — rimane ai limiti dell’indecente: sporca, insicura, buia. Con i distributori automatici di biglietti e i servizi igienici fuori uso. Un viaggio Legnano-Milano, circa 25 chilometri di tratta, costa 3,45 euro. A cui si devono però aggiungere l’euro e 50 del biglietto per i mezzi urbani Atm. In cambio si sale a bordo dei nuovi treni Taf (Treni ad alta frequentazione) già diventati vecchi in poco tempo: display che non sono mai in funzione, annunci sonori di “prossima fermata” mai operativi, mentre quelle rare volte che lo sono le informazioni sono persino sbagliate. E due volte su tre non c’è nemmeno in testa al treno l’indicazione chiara della linea e della destinazione. Nelle ore serali, poi, la piaga dei viaggiatori abusivi si acuisce. Soprattutto di coloro che salgono e scendono nelle tratte intermedie. Stazioni del Passante a Milano sporche e abbandonate. Al punto, a volte, di incutere paura. Basta fare un giro a Lancetti.
Da Trenord a Movibus. Costo del biglietto di poco inferiore (2,95 per il tragitto Milano-Legnano) e comfort — come denunciano gli agguerriti abbonati sui social network — sotto la suola delle scarpe. Passi per i ritardi magari dovuti al traffico sull’Autolaghi... Ma per chi aspetta il bus alle fermate di Legnano, come alle sei che sono presenti a Milano, non c’è nemmeno una pensilina per ripararsi dalla pioggia.

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