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Tornelli chiusi in metropolitana:
controlli in uscita a tempo pieno
Il piano di Atm per colpire i viaggiatori senza biglietto arriva alla fase finale. Non ci saranno fasce orarie e saranno coinvolti anche i pendolari: rimarranno escluse soltanto le stazioni Duomo, Cadorna e Centrale

Articolo del: 04/09/2013
Autore: ILARIA CARRA

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L’ultimo sviluppo risale a febbraio, quando i tornelli in uscita vennero chiusi anche “by night”, dalle 21 a fine corse. Ora l’evoluzione naturale del progetto antievasione di Atm si avvia verso l’ultimo gradino, il più delicato. A Milano entro la fine dell’anno la maggior parte delle stazioni sarà blindata anche negli orari di punta, la mattina e la sera. È lo step finale che chiuderà il piano di caccia al furbetto del ticket avviato oltre un anno fa. Timbrare anche per uscire dai varchi delle metropolitana (tranne sulla Lilla, dove dovrebbe scattare alla fine dell’anno) obbliga infatti chi non ha il ticket a mettersi in regola, pagando subito una minipenale ai distributori prima del varco: 4 euro per i titoli di viaggio scaduti o sbagliati, 8 per chi il biglietto non ce l’ha proprio.

La necessità di riconvalidare il titolo di viaggio una seconda volta, per essere “liberati”, ha già fatto scendere il tasso di irregolari: secondo le stime dell’azienda un anno fa dal 2,5 per cento si è passati allo 0,5. Il piano oggi è già in vigore in 65 stazioni del metrò, dalle 9,30 alle 16,30 e dalle 21 a fine servizio, compresi la domenica e i festivi. Ora, la sfida più delicata. Inizialmente fissato a fine luglio, la chiusura anche da inizio corse alle 9.30 e dalle 16.30 alle 21 partirà nelle prossime settimane. Faranno eccezione le stazioni più trafficate e che strutturalmente rendono complicata la chiusura, cioè
Centrale, Cadorna e Duomo: le scale mobili troppo vicine alle uscite potrebbero creare ingorghi.

I tecnici di Atm stanno tenendo d’occhio gli effetti della sperimentazione, anche per tamponare i rischi legati all’estensione all’orario di punta quando i viaggiatori sono tanti e potrebbero sorgere problemi di affollamento al tornello. Sempre sul fronte del mettersi in regola quando si viene sorpresi senza biglietto di viaggio, negli ultimi mesi sono cresciuti i milanesi che, in flagranza, optano per pagare subito al controllore la minimulta da 25 euro: un trend che fa aumentare il numero di verbali pagati, ma non i soldi, visto che regolarizzarsi in tempo reale dimezza gli incassi. La sanzione difatti è la metà: da 50 a 25 euro (meno del costo di un abbonamento mensile) per chi paga subito, da 150 a 75 per chi lo fa entro due mesi.

E per i mezzi pubblici sarà oggi il primo giorno feriale di rinnovo degli abbonamenti, fermi da dieci anni e ritoccati dal Comune per tappare buchi di bilancio. Il mensile standard costa oggi 35 euro (da 30) e l’annuale 330 (da 300). Gratis la tessera per gli over 65 (over 60 per le donne) con una certificazione Isee sotto i 16mila euro all’anno. Sopra, i senior pagheranno di più, da 16 a 30 euro al mese e da 170 a 300 all’anno. Con l’agevolazione per chi è sotto i 20mila euro: 22 euro al mese e 200 l’anno. Identica cifra pagheranno coloro i quali non hanno compiuto i 26 anni.

L’amministrazione invita i pensionati a verificare il proprio Isee (che non coincide con il reddito). Due esempi: una famiglia di due persone con un reddito Irpef tra i 10 e i 35mila euro può avere un Isee sotto i 20mila euro (a seconda del valore della casa di proprietà o del canone di affitto, per esempio), oppure un single con un reddito Irpef di 20mila euro, in affitto o in una casa di proprietà potrebbe avere diritto all’agevolazione. Primo avvio di settimana, oggi, anche per gli adeguamenti tariffari decisi dalla Regione: 0,2 per cento sui biglietti di viaggio e il 2,84 su alcuni abbonamenti ferroviari.

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