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In centro il ritorno della pietra Sponsor per pavè e ciottolato

Articolo del: 08/11/2013
Autore: Massimiliano Mingoia

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L’obiettivo del Comune resta quello di rimettere i masselli di porfido nelle strade all’ombra della Madonnina, dove possibile. L’assessore ai Lavori pubblici Carmela Rozza annuncia che "il Piano pietra sarà pronto entro la fine dell’anno"

Milano, 8 novembre 2013 - Riportare il centro storico all’età della pietra. L’obiettivo del Comune resta quello di rimettere i masselli di porfido nelle strade all’ombra della Madonnina, dove possibile. L’assessore ai Lavori pubblici Carmela Rozza annuncia che «il Piano pietra sarà pronto entro la fine dell’anno». Palazzo Marino punta a rimettere il pavè in centro anche grazie alla collaborazione con le attività commerciali presenti nel centro storico, «la Rinascente» in primis.
La formula è semplice: il Comune fornisce i masselli in pietra tolti da altre zone della città, ad esempio da piazzale Baracca, i privati mettono i soldi per piazzare le pietre nelle strade vicine a Piazza Duomo. Pavè «sponsorizzato». In alcuni casi, invece, l’operazione riguarda accordi sugli oneri di urbanizzazione per progetti in corso di realizzazione. In prima battuta il ritorno della pietrà riguarderà le vie intorno all’ex sede della Ricordi: via Foscolo, via Berchet, via Ragazzi del ’99, il primo tratto di via Marino. In via Santa Radegonda, invece, i masselli ci sono già, ma versano in uno stato di degrado.
A quanto si apprende l’accordo tra Comune e «Rinascente», uno dei cui ingressi è proprio da quella strada, sarebbe quello di collaborare per posizionare in via Santa Radegonda una pavimentazione a ciottolato. La Rozza stima in «oltre 300 mila euro il risparmio per il Comune dalla collaborazione con i privati». Le cifre definitive saranno fissate nel Piano pietra, che sarà definito dopo un approfondimento tra gli assessori alla partita, dalla Rozza a Pierfrancesco Maran (Trasporti) fino a Chiara Bisconti (Arredo urbano), Daniela Benelli (Demanio) e Franco D’Alfonso (Commercio).

Il ritorno della pietra in piazza Missori, invece, sarà pagato dal Comune. La riqualificazione dell’asfalto di quel luogo della città a pochi metri da Piazza Duomo è ritenuta una priorità dalla Rozza: «Non possiamo arrivare all’Expo 2015 con una piazza Missori in queste condizioni. Troppi i tipi di asfalto presenti. Lì rimetteremo i masselli». L’assessore conferma anche i lavori per il restyling del pavè in via Manzoni. Le cattive condizioni di quella pavimentazione, infatti, negli ultimi mesi hanno creato più di un problema ad automobilisti, motociclisti, ciclisti e pedoni.

A proposito di asfalto in cattive condizioni, la Rozza ieri ha fatto un bilancio sul Piano strade estivo: «In sette mesi, da aprile a oggi, 323 nuove asfaltature, quasi 1.300 sopralluoghi effettuati (tre per ogni strada da riasfaltare), 32 interventi contestati alle imprese (in 18 casi l’asfalto è già stato ripristinato)». I lavori non fatti a regola d’arte alla fine potrebbero essere molti di più, perché sono ancora da effettuare oltre 400 certificati di collaudo. Negli ultimi sette mesi sono state 1.776 le segnalazioni di allarme buche dei cittadini all’amministrazione comunale, quasi 10 al giorno. In totale riasfaltati 1,2 milioni di metri quadrati, una porzione assai limitata delle strade milanesi.
«Abbiamo ancora molto lavoro da fare — ammette la Rozza —. Da qui all’Expo investiremo 70 milioni di euro per rimettere a posto le vie, dalla prossima primavera partirà la riasfaltatura di altre 259 strade». L’assessore chiosa così: «L’Expo 2015 non deve essere come i Mondiali di calcio del 1990. Ogni cittadino deve vedere un vantaggio sotto casa proprio grazie all’evento del 2015. Non solo i residenti in centro, ma anche quelli in periferia».

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