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Anche il Comune contro le imprese
Box senza permessi in piazzale Loreto
I proprietari: è uno scandalo. Ritardi giustificati con la pioggia, rincari sui prezzi dei posti auto. Gli acquirenti bloccano i rogiti

Articolo del: 30/09/2008
Autore: Gianni Santucci

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Bastava una pioggerella sottilissima, minima, quasi impercettibile. E l'impresa diceva: «Alt». Niente lavoro. Intanto i giorni passavano. I ritardi nella consegna dei box ai cittadini aumentavano. E col passare dei giorni, salivano i costi. Quel livello di pioggia non è mai stato un «giustificato motivo » di ritardo per nessun cantiere d'Italia. Tranne che per quelli dei parcheggi interrati di Milano. E ancora. Un giorno l'impresa decide di fare una variante al progetto già approvato dal Comune, invece di 305 box decide di costruirne 329. Alla base della modifica, un ipotetico parere negativo dei vigili del fuoco. Ma l'impresa ha chiesto il parere ai pompieri? No. Ha presentato al Comune un documento per motivare il cambio di progetto? No. C'è una qualsiasi pezza giustificativa? Niente di niente. Eppure quel parcheggio, tra via Costa e piazzale Loreto, è stato costruito così: 329 box invece di 305. E poco importa che i cittadini continuino a fracassare le fiancate delle auto perché le misure dei garage si sono «ristrette».


Oggi c'è un contenzioso aperto tra acquirenti dei box, Comune e Quadrio Curzio (ora Quadratec). I documenti rivelano nuovi particolari sulla gestione estremamente sciolta dell'«affare box» nell'epoca Albertini. «Interesse pubblico» di ridurre il traffico, duecento cantieri per parcheggi sotterranei (in parte oggi conclusi, in parte ancora da aprire) e un giro d'affari da oltre un miliardo di euro. Con un sistema di regole che ha lasciato ai costruttori sentieri e scorciatoie. Oggi, con le proteste dei cittadini e il cambio di rotta della nuova amministrazione, si scopre meglio come funzionava. Tanto che, in piazzale Loreto, circa 80 cittadini si rifiutano di fare il rogito pur avendo già pagato il box. I cittadini hanno contestato ritardi e aumento dei prezzi. Ecco come si è giustificata l'azienda (secondo la relazione del perito che dovrebbe dirimere la diatriba tra l'azienda e il Comune, che non vuole approvare il prezzo finale di vendita).


Il parcheggio di Costa-Loreto aveva come data di termine, sulla carta, il 26 giugno 2005. È stato completato il 14 dicembre 2006. L'azienda ha detto: «Per 108 giorni c'è stata pioggia». Secondo la Quadratec, un millimetro di precipitazioni, che equivale a goccioline impercettibili, è sufficiente a bloccare il cantiere. La regola generale degli appalti pubblici dice che la soglia critica di pioggia è 11 millimetri (con questo criterio i giorni di fermo sarebbero 28). Il Comune ha rifiutato: «Ritardo non giustificato». Fino a che il perito indipendente, ingegner Dario Previ, in una sorta di «volemose bene» ha stabilito di autorizzare solo una metà dei giorni. In gioco c'è molto più della forma: i ritardi ingiustificati significano penali, se sono più di 60 addirittura la revoca della convenzione.


Ma la questione più grave riguarda la variante con cui la Quadrio Curzio ha deciso di aumentare il numero di box come «risarcimento» per una costosa modifica del progetto (159 mila euro)che sarebbe stata richiesta dai vigili del fuoco. Peccato che i pompieri non abbiano mai espresso alcun parere che giustifichi quella modifica. Dice il Comune: «Scelte progettuali unilateralmente prese» dall'azienda. La variante «a sanatoria» è stata presentata a lavori quasi finiti (ottobre 2006) e non è stata ancora approvata dal Comune. Palazzo Marino la ritiene, appunto, ingiustificata. Infatti non c'è uno straccio di carta che la giustifichi. Forse, dice qualcuno, anche i costruttori si sentivano legittimati a una certa libertà d'azione vista l'impellenza dell'«interesse pubblico».

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