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Sentenza dei giudici di pace: annullate 15 multe inflitte in via Adige
Bocciato il «gratta e sosta» fuori dal centro «Garantire il parcheggio gratuito nelle aree senza particolare pregio storico o ambientale».
Pronte altre azioni contro Palazzo Marino

Articolo del: 11/01/2008
Autore: Maurizio Giannattasio

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Via Adige non rientra in una zona di particolare rilevanza urbanistica. È arrivata la sentenza. Quella che spiega perché il giudice di pace Ines Robolotti ha annullato ben 15 multe prese da un cittadino in via Adige per aver parcheggiato senza gratta e sosta sulle strisce blu. Una causa pilota avviata dal Codacons sulla base di una sentenza della Corte di Cassazione che dichiarava nulle tutte le multe prese sulle strisce blu se i comuni non avessero predisposto altrettanti parcheggi liberi nella vicinanze. Il Comune, da parte sua, si era sempre difeso con veemenza. «Abbiamo rispettato il Codice della strada: in alcune aree della città di particolare rilevanza urbanistica, ossia zone in cui ci sono esigenze e condizioni particolari di traffico, è possibile realizzare le strisce blu senza i corrispettivi parcheggi liberi. E via Adige rientra in questa zona che va dal centro alla cerchia filoviaria 90-91». Peccato che il Comune non si sia presentato davanti al giudice di pace per presentare le sue ragioni. E adesso, ci si trova di fronte a una sentenza che potrebbe fare scuola aprendo la strada a migliaia di ricorsi.

«Via Adige - scrive il giudice entrando nel merito - non riveste notoriamente interesse di carattere storico, artistico o di particolare pregio ambientale, né il Comune di Milano non costituendosi, ha provato che nelle immediate vicinanze di via Adige vi fosse un'area adibita a parcheggio libero, né ha prodotto documentazione che indicasse che detta via rientra nelle zone di particolare rilevanza urbanistica, opportunamente individuate e delimitate dalla giunta nelle quali sussistano esigenze e condizioni particolari di traffico». Una semplice carenza di documentazione perché il Comune non si è presentato in aula? Non è così per il coordinatore dei giudici di pace Vito Dattolico: «Il Comune deve capire che non è così semplice allargare in questo modo una zona di particolare rilevanza urbanistica dal centro fino alla cerchia filoviaria. Ci devono essere dei limiti e delibere con precise indicazioni. Quando il Comune farà delle delibere con l'elenco dettagliato delle vie e con adeguate motivazioni sul traffico di ogni via allora le cose cambieranno».

Inutile sottolineare la soddisfazione del Codacons: «La sentenza - attacca il presidente Marco Maria Donzelli - dimostra la bontà della tesi del Codacons e cioè che il Comune non rispetta la normativa perché non ha motivato e non motiva l'ampliamento a dismisura della zona di particolare rilevanza urbanistica. E poi questa misura della sosta a pagamento tra la cerchia dei Bastioni e la circonvallazione esterna è in contraddizione con Ecopass: perché un'auto ferma e parcheggiata inquina meno di un auto in movimento alla ricerca spasmodica di un posto». Tocca all'assessore ai Trasporti, Edoardo Croci raffreddare gli entusiasmi: «La delibera con cui è stata istituita la zona di particolare rilevanza urbanistica fino alla circonvallazione esterna è stata fatta dalla giunta Albertini. Io ne ho presentata un'altra che allarga la zona agli assi di ingresso della metropolitana per l'ampliamento della sosta a pagamento. E posso dire che ci sono tutte le motivazioni necessarie. Persino i numeri del traffico intorno a quelle strade. Mi sembra difficile che qualcuno possa contestare che l'area compresa nella 90-91 non costituisca un'area con particolari problemi di traffico. Il vero problema è che il Comune non si è costituito in giudizio». Ma quasi sicuramente farà ricorso.



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