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Entrare in centro senza pagare: gli oltre seimila pass per Area C
Anche a giornalisti e centinaia di mezzi genericamente riferiti a istituzioni, dai ministeri ai Comuni, il permesso per accedere in centro a Milano senza pagare i 5 euro al giorno che toccano a tutti gli altri

Articolo del: 06/02/2014
Autore: ORIANA LISO

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Ambulanze, certo. E poi mezzi di servizio Atm, Amsa, Milano Ristorazione, pantere della polizia e gazzelle dei carabinieri, taxi e auto private di persone che necessitano di cure salvavita. Ma fra i 6.153 veicoli esonerati nel 2013 dal pagamento di Area C ci sono anche centinaia di mezzi genericamente riferiti a istituzioni, dai ministeri ai Comuni, che hanno l’autorizzazione a entrare in centro a Milano senza pagare i 5 euro di ticket che toccano a tutti gli altri. Stessa esenzione ottenuta dai giornali del centro per cronisti e poligrafici turnisti.

La missione ufficiale per cui Area C è nata è quella di ridurre il traffico in centro, favorire il trasporto pubblico, migliorare la qualità urbana. Obiettivi virtuosi: il pagamento dei 5 euro necessari a passare sotto le telecamere della Cerchia dei Bastioni è stato individuato come il deterrente migliore per l’uso dell’auto privata, salvo necessità. Tanto che nel 2013 gli ingressi medi giornalieri in centro sono stati circa 41mila in meno del 2011. Fra i 96mila ingressi giornalieri, però, vanno calcolati anche quelli dei veicoli che, in forza di esoneri annuali o con specifiche autorizzazioni temporanee, possono entrare gratis. Oltre 6mila, quasi tutti con permessi annuali.

L’elenco delle categorie che entrano gratis in centro — senza i nomi dei singoli utilizzatori — è stato chiesto dal consigliere radicale Marco Cappato per capire, a distanza di due anni dal passaggio da Ecopass ad Area C, quanti hanno l’esenzione. Scorrendo la lunghissima lista (pubblicata sul sito milanoradicale.it) Cappato nota: «Credo ci siano margini di riduzione, ma servirebbe prima di tutto una maggior trasparenza. Non è chiaro chi realmente usa le auto esentate: nel caso delle istituzioni potrebbe essere un tecnico degli uffici come un politico in auto blu». L’unica specifica, per gli enti istituzionali, è che l’auto sia autorizzata per ragioni di servizio e che non sia privata: nulla vieta, quindi, che l’esenzione valga per le vetture a disposizione di assessori, ministri, sindaci, presidenti di Regione o Provincia.

Per i tantissimi Comuni fuori dalla provincia di Milano compresi nell’elenco, da Palazzo Marino spiegano che si tratta di autorizzazioni rilasciate per singoli ingressi in centro cittadino per motivi istituzionali: quindi anche un sindaco o un assessore di un qualsiasi comune italiano può, dietro richiesta, evitare di pagare Area C. L’autorizzazione per i medici di turno negli ospedali viene comunicata al Comune nelle 24 ore successive al passaggio dell’auto privata del medico sotto le telecamere. Più in generale la linea del Comune è: «Le categorie in questione sono esentate sin dalla nascita di Area C per motivi di servizio, di salute o istituzionali e sono pubblicate e consultabili sul sito areac.it».

Con il numero di categorie esentate, però, salta all’occhio anche il numero totale di esenzioni che nella maggior parte dei casi, essendo automatica e annuale, permette alle targhe autorizzate il passaggio quotidiano sotto i varchi. E anche dove non c’è l’automatismo, sorgono dubbi, come spiega ancora Marco Cappato: «Nel caso dei giornalisti esentati mi chiedo: se il motivo è l’orario di lavoro scomodo, allora vale anche per i panettieri, per i bar e per chiunque fa turni e magari è in condizioni economiche precarie». I giornali che hanno l’esenzione (con il motivo che la sede di lavoro si trova all’interno di Area C) sono due: il gruppo Rcs (quindi Corriere della Sera e Gazzetta dello Sport) e Il Giornale, per un totale di 231 esenzioni. Le regole stabilite dal Comune, solo nel loro caso, dicono che ogni sera la redazione deve mandare in Comune l’elenco dei giornalisti e dei poligrafici che il giorno dopo avranno il turno serale, così da attribuire l’esenzione solo alle targhe in questione.

Anche la Rai ne ha 53, ma sono pass annuali per i mezzi di servizio (sempre secondo il Comune). Mattia Stanzani, consigliere comunale del Pd e presidente della commissione Bilancio, che per primo ha chiesto
questi dati su Area C agli uffici della Mobilità (i consiglieri non hanno l’esenzione, ma lui precisa di avere un’auto ibrida), commenta: «Volevo maggiore chiarezza sia sui mancati introiti del ticket sia sul principio per cui alcune categorie sono state esentate».
TagsArgomenti:Area CEcopas

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