Scopri i tesori di Milano su
www.milanofotografo.it
SOS-TRAFFICO-MILANO.IT
Sito per la difesa della mobilità a Milano e Lombardia

Lupi attacca i Comuni e i vigili
«Stop alle multe, non sono tasse»
Ministro furioso: prenderò provvedimenti. L’Anci: non ci fermiamo

Articolo del: 24/03/2014
Autore: Alessio Antonini

Vai all' articolo originale

PADOVA — «Il codice della strada è chiarissimo e i pareri ministeriali sono unanimi. Se i vigili dovessero continuare a dare multe il governo prenderà provvedimenti». Il ministro dei Trasporti Maurizio Lupi fa calare così il sipario sull’annosa vicenda delle strisce blu proprio da Padova, uno dei Comuni veneti che continua insieme a Venezia e Verona a elevare sanzioni agli automobilisti che sforano l’orario del gratta e parcheggia. «Se è stata pagata la sosta e si sta dieci minuti in più non si può prendere una multa per divieto di sosta - dice Lupi -. Mi dispiace che alcuni Comuni non vogliano adeguarsi alla legge e far pagare solo la differenza di prezzo,ma non possono pensare che le sanzioni siano tasse con cui far quadrare il bilancio. I cittadini pagano già abbastanza tasse così. È ora di finirla».

Lupi stigmatizza anche il muro contro muro iniziato con la risposta secca dei comandanti delle polizie locali dei capoluoghi veneti («i pareri del ministero non sono sufficienti, noi le multe continueremo a farle) e proseguito con un attacco dell’Anci (associazione nazionale dei comuni italiani) convinto che i regolamenti comunali prevalgano sui pareri ministeriali («se si sfora l’orario si applica la multa prevista dal Comune»). Per Lupi però i Comuni devono fare il loro dovere e si devono adeguare alle indicazioni del governo «per non creare confusione e minare il rapporto di certezza e fiducia reciproca tra i cittadini e l’amministrazione». «Non serve una nuova norma del codice della strada, che ce ne sono già troppe - continua -. Ci sono già i pareri univoci del ministero dei Trasporti e di quello degli Interni. Per una volta mi auguro che non si complichi la vita ai cittadini. Per noi il caso è chiuso». Da oggi quindi lo sforamento dell’orario segnato sul ticket regolarmente pagato (ricordiamo che il mancato pagamento del gratta e parcheggia viene sanzionato con una multa anche se si tratta di dieci minuti e su questo si sono già espressi i giudici) si configura come una violazione contrattuale (che costringe l’automobilista a pagare la differenza di prezzo con tanto di oneri per la spedizione del bollettino a casa) e non più come una violazione amministrativa (cioè la classica multa).

Per i cittadini però ci sono ancora delle finestrelle aperte che si chiuderanno soltanto quando sarà chiaro l’esito dei ricorsi presentati in questi giorni da parte delle associazioni dei consumatori al giudice di pace e ai prefetti. Non sarebbe infatti la prima volta che lo scontro tra i diversi livelli dello Stato finisce sulle spalle (e sui portafogli) degli automobilisti. Di certo, giudici e prefetture saranno chiamate in causa come arbitri di gioco visto che di fronte all’ennesima confusione («Aspetteremo i provvedimenti del ministro», insistono i vigili) le associazioni dei consumatori hanno intenzione di presentare montagne di ricorsi e andare fino in fondo. «Non possiamo essere sempre il gregge da tosare - sbotta l'avvocato Adolfo Cappelli, presidente dell'Associazione utenti automobilisti - è ora di ribellarsi e se i Comuni continueranno a fare multe presenteremo migliaia di ricorsi come forma di pressione. Se uniamo le forze, le spese legali saranno irrisorie: un ricorso al giudice di pace costa 37 euro, contro i 25 della multa. Se deve depositarlo un solo utente non ne vale la pena, ma se sono centinaia la musica cambia». Dello stesso parere Walter Rigobon, segretario regionale di Adiconsum che è intenzionato a chiedere un incontro con il ministero dei Trasporti perché intervenga con qualcosa di più di un parere che i Comuni non vogliono rispettare.

«Non ci accontentiamo delle rassicurazioni, serve una circolare univoca e chiara per spazzare via questa confusione». Effettivamente, pur autorevoli perché ministeriali, i pareri non hanno valenza normativa e non sono vincolanti per le amministrazioni comunali. Lo sottolinea pure l'Aduc (associazione diritti utenti e consumatori) ricordando che così non sono comunque tutelati gli automobilisti che hanno già preso la multa. Il parere infatti non è mai retroattivo (solo la Corte costituzionale può intervenire retroattivamente) e serve per indicare alle amministrazioni il comportamento da seguire in futuro. Ciò significa che, se i Comunicontinueranno a dare multe, le multe rischiano di essere valide. Non resta quindi che riportare qui tra parentesi la norma in questione (Articolo 15 comma 7: «Se si tratta di sosta limitata o regolamentata, la sanzione amministrativa è del pagamento di una somma da euro 25 a euro 99 e la sanzione stessa è applicata per ogni periodo per il quale si protrae la violazione») e lasciare il parere al lettore. A oggi abbiamo scoperto che vale tanto quanto quello di un ministero.

Commenti

 Effettua il Login per poter inserire un commento!