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Sito per la difesa della mobilità a Milano e Lombardia

Balzani: smog, allargare l’Area C
per tutelare centomila studenti
La maggior parte degli istituti del centro a distanza di sicurezza dal traffico. Ogni giorno una scuola su due assediata da migliaia di auto

Articolo del: 09/05/2014


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Sala commissioni del Comune, ieri pomeriggio, si discute di bilancio, il consigliere radicale Marco Cappato chiede all’assessore responsabile, Francesca Balzani, quale sia la sua posizione sull’allargamento del ticket antitraffico oltre la Cerchia dei Bastioni. Risposta: «Personalmente, sono favorevole all’ampliamento di Area C. Credo sia uno degli strumenti migliori per restituire un’idea di città vivibile e per abbattere i flussi di auto». La domanda del consigliere radicale è legata all’ipotesi di aumento delle entrate comunali in caso di un ticket ampliato. Per questo è stata rivolta alla titolare del Bilancio. Secondo Balzani non ci sarebbe «una crescita degli introiti». «Pur non essendo un’esperta di mobilità», come lei stessa ammette, la posizione dell’assessore rappresenta però un’apertura all’interno della giunta comunale. Su questo tema insiste da tempo il consigliere radicale Cappato, che con il comitato «MilanoSìMuove» ha promosso il referendum per un ticket ampliato (maggioranza di pareri favorevoli). La stessa richiesta arriva anche dai «Genitori antismog».
La mappa
Proprio l’associazione ha appena elaborato una mappa sull’esposizione delle scuole ai flussi del traffico in città, consultabile sia su corriere.it , sia sul sito genitoriantismog.it . La mappa interattiva è fondata su uno studio dell’Agenzia per la mobilità del Comune, ottenuto attraverso una richiesta di accesso agli atti. Il quadro emerso dalla ricerca rivela quali siano gli effetti del ticket sulle scuole e gli studenti. I «punti verdi», all’interno di Area C, sono la maggioranza. Rappresentano le scuole risparmiate dal traffico: dentro i confini del ticket, tre quarti degli istituti sono «puliti» (nei dintorni, a meno di 100 metri, circolano meno di 10 mila macchine al giorno). Le uniche scuole immerse nel traffico si trovano sui confini di Area C, o vicino alla circonvallazione più interna. Al contrario, fuori dalla zona del ticket antitraffico, la percentuale si ribalta: un terzo delle scuole è assediato da una massa tra 10 e 50 mila auto al giorno; un altro terzo sopporta il fumo nero di oltre 100 mila macchine a meno di 100 metri di distanza. Bambini e ragazzi che studiano in scuole «pulite» sono la netta minoranza: 39 per cento. Secondo i più recenti studi scientifici sull’impatto sanitario dell’inquinamento, esiste una correlazione diretta e dimostrata tra i danni alla salute e lo smog «di prossimità», quello generato ad esempio da una strada trafficata vicino al luogo in cui si passano molte ore della giornata.
La sfida dei genitori
È riflettendo su questo quadro che i «Genitori antismog» lanciano una sfida: «Siamo riconoscenti all’assessore Balzani per la sua posizione sull’allargamento di Area C - spiega Anna Gerometta -, vuol dire che c’è una parte della nostra politica sensibile e consapevole dell’importanza di questo problema. Ci aspettiamo che prima della chiusura del bilancio si possa valutare l’ipotesi di una riduzione del traffico in un’area più vasta, perché effettivamente Milano si possa presentare al 2015 con una misura sperimentale che renda la città più vivibile e più sana». Il nuovo studio sui flussi di traffico intorno alle scuole dimostra, sotto un altro punto di vista, l’efficacia di Area C. Ed evidenzia in qualche modo una «disparità di trattamento» tra studenti che frequentano scuole all’interno o all’esterno della Cerchia dei Bastioni. «Dobbiamo essere consapevoli - spiegano ancora i Genitori antismog - che i danni dell’inquinamento sono certi e misurabili. Facciamo quindi un appello a tutte le componenti della società perché ridurre il traffico è fondamentale per la salute pubblica. Questa giunta è stata eletta su una forte spinta per un ambiente migliore e una scelta per una città più vivibile in vista del 2015 sarebbe premiata dalla cittadinanza».

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