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Pavimento spaccato in casa di Valentina Crepax, nipote del disegnatore
Box, è allarme crolli: crepe e nuovi danni
Denunce in piazza Piemonte e Novelli. In cinque anni una serie di coincidenze che, secondo i critici, «fanno una prova»

Articolo del: 07/10/2008
Autore: Gianni Santucci

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MILANO - La fenditura parte dalla base della finestra e attraversa tutto il salone. Intorno si vedono altre crepe. Una rete di serpentelli neri e sottili corre lungo piastrelle scheggiate e spaccate. È il pavimento in casa di Valentina Crepax, nipote del famoso disegnatore Guido. Un bell'appartamento al primo piano di un palazzo in piazza Novelli, affacciato su uno scavo profondo ormai 17 metri per la costruzione di un box sotterraneo. Le piastrelle, arrivate da Napoli con un disegno unico, sono state sistemate nel 2007. Pochi mesi dopo, nel momento dello scavo, le vibrazioni che scuotevano il palazzo hanno aperto lunghe fratture nella casa. È l'ultimo della serie di danni provocati dai box sotterranei in costruzione a Milano. Gare indette dal Comune e cantieri affidati ad aziende private. Piazza Novelli era stata concessa alla Quadrio Curzio, che poi ha venduto alla Salini Locatelli.


L'ultimo problema è la «scoperta» (già largamente annunciata nei documenti comunali) dell'elettrodotto che alimenta mezza Milano e passa proprio là sotto l'asfalto. Il cantiere è partito il primo marzo 2006 e il tempo previsto di conclusione era di 873 giorni (20 luglio 2008). Oggi è più che raddoppiato, slittato a 1.817 giorni (19 febbraio 2011). Altro effetto collaterale: le vibrazioni hanno fatto cedere un pilastro, inclinando un muro nella guardiola dell'autorimessa accanto al cantiere, provocando anche danni nelle cantine.
Un copione che si ripete, con i difensori dei box (imprese, acquirenti, a volte Comune) a sostenere la tesi della pura casualità. Cantieri svincolati dai danni. Milano in cinque anni ha però inanellato una serie di coincidenze che, secondo i critici, «fanno una prova». Via Ampère: apertura del cantiere e distacco tra i palazzi sulla strada e quelli dietro. Piazza Cardinal Ferrari: le ruspe scavano, le idrovore tirano su acqua dalla falda e negli stessi giorni si aprono crepe di due dita nelle stanze del palazzo. In un altro stabile crollano 5 piani di scale di marmo (episodio sul quale sta ancora indagando la Procura).


Un nuovo caso riguarda piazza Piemonte, dove è in corso lo scavo per un altro parcheggio interrato. Il risultato oggi si vede dalla strada: il palazzo che si affaccia su piazza Piemonte si è assestato e distaccato da quello che gli sta dietro, lungo via Buonarroti. La crepa è evidente. Ma mentre negli altri casi sono partite denunce contro gli scavi, in piazza Piemonte la vox populi riferisce di un accordo tra privati. I cittadini (contrariamente ad Ampère e cardinal Ferrari) non chiedono i danni. In compenso otterrebbero un risarcimento dall'azienda. A condizione, ovviamente, del silenzio.


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