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Un treno ha strappato la linea elettrica in galleria: paura tra i passeggeri
Metrò fermo, città in tilt.
«Troppa incuria» Guasto sulla «Verde». Il Comune: disservizio inammissibile. L'azienda: chiediamo scusa, dieci anni di mancati investimenti

Articolo del: 07/10/2008
Autore: Armando Stella

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MILANO - I primi treni sono ripartiti alle otto di sera. Dopo 14 ore di blocco, la linea verde del metrò spezzata da Cascina Gobba a Caiazzo, otto fermate al buio e oltre 70mila passeggeri appiedati, «abbandonati». Inferociti. All'origine c'è un guasto, all'alba di ieri, tra le stazioni di Udine e Cimiano: un cedimento della rete elettrica o lo strappo dei cavi da parte del braccio di alimentazione del mezzo, il pantografo sul tetto (l'accerterà l'indagine aperta da Atm). Un'odissea, l'effetto, che ha imballato tutta la giornata in città, isolato l'est milanese e paralizzato il traffico fino a sera. Un muro di pendolari ha assaltato i bus sostitutivi («Insufficienti!»), vagato a piedi, perso alla ricerca di un taxi o d'un tram.

Studenti, operai e impiegati sono arrivati a lezione, in fabbrica e in ufficio con ore di ritardo («Chi paga i danni? ») ed hanno trascorso la giornata senza certezze sul ritorno. Il consiglio comunale è saltato per le assenze in aula, mentre le ambulanze sono rimaste intrappolate nelle code. Il Codacons prepara denunce sui disservizi. E pure Edoardo Croci, assessore alla Mobilità, non fa sconti all'azienda: «C'è un problema di organizzazione della manutenzione». E serio.

Ore 6.12, ci sono 40 passeggeri nei vagoni, testimoni della loro paura. Il metrò è lanciato, il macchinista sradica 100 metri di cavi e rallenta di schianto. Buio. Il sistema d'emergenza stacca la spina, escono dai depositi 40 e poi 64 navette e a mezzogiorno Atm riapre un binario. Palliativi. Non basteranno alla gente appesa ai bus, schiacciata nelle stazioni del metrò, lasciata «senza informazioni». A Gobba sono intervenuti i militari a placare la folla. A finire sotto accusa è la manutenzione di treni e infrastrutture.
«Abbiamo il metrò più vecchio d'Italia» ricorda Croci. La rossa ha più di 40 anni, oltre 30 la verde, ma «Atm deve garantire l'affidabilità del trasporto. Questo disservizio è inammissibile, voglio una relazione esauriente». Il senso: mai più. Il presidente Elio Catania: «Questo guasto è il prezzo che città e azienda pagano per 10 anni di mancati investimenti nelle infrastrutture. Tutti i dipendenti oggi devono chiedere scusa ai clienti per il disservizio inaccettabile. Si conferma l'urgenza di proseguire nel piano previsto».

Oggi, in azienda, vertice straordinario sugli incidenti. Il Comune ha firmato il 16 settembre una convenzione col ministero dei Trasporti: ci sono oltre 32 milioni per i progetti di messa in sicurezza del metrò e un programma d'interventi urgenti sui «punti critici» (entro il 2011). Il problema, però, è la cura dell'oggi. Gli stessi vertici Atm sono preoccupati, considerano inadeguata l'area della manutenzione, hanno verificato un peggioramento degli indici di qualità negli ultimi anni. Non a caso la crisi coi sindacati è arrivata sulla riorganizzazione del settore.

Il referendum sull'accordo condiviso da Cgil, Cisl, Uilt e Orsa è stato bocciato dai tranvieri. Atm ha disdetto tutti gli accordi di secondo livello firmati dal '90 in poi. Ultimi casi. Un guasto il 24 aprile. Linea 2: 4 ore di blocco. Un treno della rossa deraglia il 5 settembre: 5 ore di caos. Per i consumatori è «allarme»: «Via ai ricorsi al giudice di pace e le richieste di danni». Chiedono più manutenzione destra e sinistra. Basilio Rizzo (Lista Fo): «Un garante sugli introiti Ecopass ». Il Verde Enrico Fedrighini: «Atm definisca un sistema di rimborso dei biglietti in caso di ritardi». C'è a Londra, Parigi, Francoforte. A Milano no.

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