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CORSE PER MALPENSA: OLTRE I 5 MUNITI DI ATTESA SOTTO CASA SI PAGA L'EXTRA Taxi, la Regione tenta un controllo I conducenti: «Non siamo tenuti» Via al monitoraggio: «Consegnate le ricevute di pagamento». E intanto sovrapprezzo per i clienti

Articolo del: 19/12/2008
Autore: Armando Stella

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MILANO - Il Pirellone vuole «trasparenza» e «controllo» del servizio. E così dice ai tassisti: siete «tenuti» a consegnarci le «ricevute di pagamento» delle corse. Risposta: «Qui nessuno è "tenuto" a fare alcunché». Parte tra dubbi e polemiche il monitoraggio delle auto bianche deciso dalla Regione. Una circolare del 17 dicembre integra l'ultimo accordo su costi, tariffe fisse, tempi d'attesa. Integra e spiazza. Primo motivo: i conducenti non sono obbligati a rilasciare la ricevuta (lo devono fare solo su richiesta). Secondo: lo screening, per loro, è solo «un'opzione » e per di più «laboriosa e inutile».


I tassisti milanesi staccano circa 50mila ricevute al giorno e «forse questa direttiva non cambierà nulla, è un primo tentativo», ammettono persino al Pirellone. E però, il testo è chiaro: tutti gli operatori devono (?) utilizzare il «modello standard» di tagliando stampato dal Comune, consegnare al cliente il talloncino con il numero di licenza e tenere per sé la matrice (anonima). Dopodiché, il tassista è «tenuto» (?) a raccogliere e consegnare in Municipio il blocchetto e, a sua volta, il Comune deve (?) girare al Pirellone un report semestrale su «qualità e tipologia del servizio».


Ecco, in sintesi, il monitoraggio. In teoria, almeno. In pratica, non c'è legge né obbligo e quindi i disobbedienti non rischiano nemmeno una multa. Si ribella al tentativo di controllo Raffaella Piccinni, del Sitp: «Quale altro lavoratore autonomo è trattato così?». In compenso, sentite come sono trattati i clienti: se chiamano un taxi per Malpensa non possono far aspettare l'auto sotto casa più di 5 minuti. Se passano, via al sovrapprezzo: oltre alla tariffa fissa (85 euro) si paga il «tempo d'attesa».



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