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FERME ANCHE LE DIESEL EURO 2

Articolo del: 15/10/2009


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In Lombardia si riaccendono i riscaldamenti e si spengono i motori. Dal 15 ottobre e fino al 15 aprile 2010 tornano a Milano e negli oltre 200 comuni dell'area critica A1 i blocchi dei veicoli più inquinanti. Con una novità: quest'anno, oltre alle vetture Euro 0 (diesel e benzina) e alle diesel Euro 1, si fermano anche le Euro 2 a gasolio. Un esercito di 400.000 veicoli, ai quali si aggiungono anche i ciclomotori e le moto a due tempi Euro 0, che non possono circolare dal lunedì al venerdì, dalle 7.30 alle 19.30.


La Regione Lombardia continua sulla sua strada nell'applicazione della legge quadro per la tutela della qualità dell'aria approvata nel 2006 e poi integrata a più riprese. Una direttiva che prevede anche interventi e controlli in altri ambiti come, per esempio, i sistemi di riscaldamento (che da oggi si possono accendere), le emissioni industriali e l'incentivazione di sistemi che utilizzino energie rinnovabili.

Intanto, però, i primi a essere colpiti dalla scure del fermo macchina sono gli automobilisti. Quelli che possiedono una vettura diesel Euro 2 sono molti: secondo l'Aci, sono 265.000 in Lombardia, più di 90.000 nella sola provincia di Milano.


Vetture immatricolate fino al 2001, molte delle quali ancora in buone condizioni, che diventano da ora e per sei mesi quasi sempre inutilizzabili e che in questo momento di crisi per molti è difficile sostituire. Per questo la Regione ha deliberato un nuovo stanziamento di fondi per prolungare gli incentivi già in atto (vedi link correlati). Ai 25 milioni di euro messi a disposizione nell'aprile scorso per sostituire la vecchia auto con una nuova o usata più pulita o per trasformarla a gas, si aggiungono altri 10 milioni. L'idea è di rendere permanenti gli incentivi, per permettere un rinnovo costante del parco auto. Un'altra iniziativa riguarda chi rottama la vecchia vettura senza acquistarne una nuova: i cittadini a basso reddito che fanno questa scelta potranno avere dalla Regione una mobility card del valore di 3.000 euro da usare per mezzi pubblici, taxi, bike e car sharing.


Ma al di là degli incentivi, resta la perplessità per un provvedimento che, di fatto, ferma solo le auto, perché le limitazioni per i mezzi pesanti, pur comprese nel pacchetto, restano un ostacolo facilmente aggirabile. Il divieto per i camion Euro 0, Euro 1 ed Euro 2, responsabili di una bella fetta delle emissioni di Pm10, può essere infatti bypassato con una semplice autocertificazione del proprietario che dichiari di aver prenotato un veicolo nuovo o di essere in attesa di montare un filtro antiparticolato. Un intento che nella gran parte dei casi resta solo sulla carta, come dimostrano i dati sui numeri (bassissimi) delle istallazioni di questi dispositivi.



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