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Case nella voragine della Darsena: ora valgono il 12 per cento in meno

Articolo del: 12/10/2009
Autore: Marta Bravi

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Dopo il no all’autosilo in Darsena da 1000 posti (700 a rotazione e 300 box privati) da parte del sindaco Moratti nel mondo immobiliare si aprono nuovi scenari. È tempo, infatti, di bilanci per le agenzie, già alle prese con una situazione di preoccupante stasi, che dura da oltre un anno, e dei proprietari di case, costretti a rifare i propri conti. La voragine, o meglio la «ferita aperta» come l’ha definita Letizia Moratti nell’ex porto di Milano, infatti, ha causato una netta perdita del valore delle case e ha diminuito anche il volume della compravendita, sotto un duplice punto di vista: da un lato degrado, sporcizia, rumore dovuto al traffico, spesso paralizzato dalla sosta selvaggia, dall’altro la speranza sfumata per chi aveva fatto l’investimento e comprato una casa in zona, di avere finalmente un box.

«Il problema dei parcheggi “pensati e realizzati in qualche modo” - spiega Lionella Maggi, presidente della Federazione Italiana Mediatori Agenti d’Affari di Milano - che riguarda Darsena, piazza XXV aprile, piazza Meda e piazza Sant’Ambrogio ha messo in crisi il mercato residenziale e quello commerciale, in queste zone. Quattro anni di cantiere aperto e degradato sono responsabili di una svalutazione degli appartamenti sulla Darsena che oscilla tra il 12 e il 18 per cento. Così come si può parlare di un calo di un quinto delle domande per appartamenti ubicati nella zona. Precipita anche il valore al metro quadro degli appartamenti: se in Argelati e in Magolfa, viuzze appena dietro i Navigli, le case appena costruite sono state vendute anche a 6500 euro al metro quadro, in Darsena si fatica ad arrivare a 4mila».

Il crollo delle quotazioni si misura anche da un altro fattore: è raddoppiato il tempo necessario per vendere un appartamento nella zona. «Da un periodo medio di 6-8 mesi - spiega Maggi - si è arrivati anche a due anni. Un bel danno per i proprietari, anche se più difficile da quantificare».
A differenza delle altre zone, ovvero XXV Aprile, Sant’Ambrogio e piazza Meda, però, il parcheggio in questo caso non si farà. Oltre al danno, la beffa verrebbe da dire...il calo del valore delle case, infatti, secondo Claudio Lossa, ex presidente della Fimaa, si attesta sul 5% guardandolo anche da un’altra prospettiva: «Chi ha comprato casa in zona contando sul fatto che avrebbe in seguito comprato un box ha avuto un bel danno. Si era infatti creata un’aspettativa che ora rimane delusa. Lo stesso discorso vale per gli esercizi commerciali: chi ha aperto o rilevato un’attività in zona contando sui posteggi a pagamento ha visto il suo negozio perdere un valore pari al 10%».

Dello stesso parere Marco Grunetti, presidente della Federazione Italiana Agenti Immobiliari: in tutta la zona, l’unica area che rimane senza parcheggi sono i Navigli. E se ciò non incide molto sugli appartamenti di piccola metratura, certamente il danno è quantificabile per i grandi appartamenti: venderli con o senza box fa una bella differenza. Ma la perdita di valore si misura anche secondo i tempi di compravendita, appunto: una famiglia, “polpa” del mercato immobiliare, non comprerà mai una casa in una zona dove non si trova parcheggio, c’è un gran traffico e rumore».


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