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ADDIO AI RICORSI GRATIS PER LE MULTE

Articolo del: 14/12/2009


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Addio ai ricorsi gratis. La finanziaria 2010 equipara il ricorso al giudice di pace a tutti gli altri procedimenti giudiziari. Dal prossimo anno, dunque, chi farà ricorso al magistrato onorario contro una multa dovrà pagare 30 euro di contributo unificato (che sale a 70 euro per i processi di valore superiore a 1.100 euro e fino a 5.200 euro). Non solo. Il ricorrente, all'atto del deposito del ricorso, dovrà pagare anche 8 euro di spese forfetizzate (diritti e spese di notifica). Insomma, 38 euro, come una multa per divieto di sosta.


Duplice l'obiettivo (non dichiarato) della manovra. Da un lato recuperare un po' delle spese giudiziarie che ogni ricorso comporta (spese amministrative e di cancelleria, stipendi di cancellieri e impiegati e onorari dei giudici); dall'altro arginare il contenzioso, arrivato, in molti casi, a livelli difficilmente gestibili. Già oggi non è raro, in molti uffici, che l'udienza su una banale multa sia convocata un anno dopo la presentazione dell'istanza (anche se, va ricordato, spesso ciò è dovuto più che altro alla carenza di organico che affligge molti uffici).


Ricordiamo che dal 1993, anno di entrata in vigore del "Nuovo codice della strada", al 2004, al momento della presentazione del ricorso al giudice di pace bisognava depositare in cancelleria una cauzione pari alla "metà del massimo edittale" della multa (all'incirca il doppio della sanzione), somma che sarebbe stata restituita al ricorrente solo in caso di accoglimento del ricorso.


Questa disposizione fu cancellata dalla Corte costituzionale l'8 aprile 2004. Secondo i custodi della Carta, infatti, la cauzione non solo violava il diritto di difesa del ricorrente ma era "irragionevole in rapporto alle caratteristiche del procedimento, improntato a gratuità e massima semplificazione per le parti". Se la nuova norma, attualmente in discussione alla camera, sarà approvata, il contributo entrerà in vigore il 1° gennaio ma solo per i ricorsi che saranno depositati a partire da quella data. Nulla cambia, invece, per quanto riguarda i ricorsi al Prefetto (che però, lo ricordiamo, comportano il raddoppio della sanzione in caso di esito negativo).


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