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Domenica senz'auto a Milano,
i Comuni dell'hinterland non ci stanno

Articolo del: 30/01/2010


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MILANO - Mentre la città si prepara alla domenica a piedi e confida soprattutto nel meteo (da sabato notte è previsto l'arrivo di venti freddi orientali) per avere finalmente un po' di sollievo dal Pm10, oltre le soglie anche giovedì per il 18esimo giorno consecutivo, i sindaci dei Comuni dell'hinterland di Milano annunciano in grande maggioranza che non seguiranno la strada annunciata giovedì dal sindaco del capoluogo Letizia Moratti. Al termine della riunione sull'emergenza smog nella sede della Provincia di Milano, presenti i rappresentanti di una trentina di Comuni dell'hinterland, soltanto il sindaco di Legnano, Lorenzo Vitali, ha annunciato l'adesione al blocco del traffico per domenica, sulla scia di quanto deciso nel capoluogo lombardo: «Ho deciso di adottare un'ordinanza sulla falsariga di Milano, perché quando la metropoli si muove dobbiamo cogliere l'opportunità per ridurre l'inquinamento sul nostro territorio».


LE REGOLE DEL BLOCCO IN CITTA' - L'ordinanza firmata dal vicesindaco di Milano Riccardo De Corato dispone il blocco totale del traffico per otto ore nella giornata di domenica. Oltre ai veicoli a impatto zero (elettrici, ibridi, a metano e a gpl) potranno circolare i disabili, chi è direttamente interessato da battesimi o matrimoni e i mezzi di alcune categorie professionali in virtù dell'utilità pubblica del loro servizio (forze dell'ordine, vigili del fuoco, tassisti, medici, paramedici, operatori di case di riposo, sacerdoti, giornalisti, ambulanti, lavoratori obbligati a turni che impediscono l'uso dei trasporti pubblici). Per controllare il rispetto del blocco della circolazione i principali varchi di accesso alla città saranno presidiati 280 vigili, suddivisi su due turni in 140 pattuglie. L'Atm ha già predisposto per domenica il potenziamento del servizio del trasporto pubblico locale: ulteriori 120 mezzi di superficie garantiranno 1900 viaggi in più e 21 treni metropolitani supplementari aumenteranno del 50% le corse nelle ore di punta pomeridiane. Il blocco del traffico non riguarderà alcuni tratti stradali periferici che separano i capolinea dei mezzi pubblici dal confine cittadino e quelli che collegano gli svincoli autostradali ai parcheggi d'interscambio. Il blocco sarà sospeso temporaneamente nelle vie di accesso allo stadio di San Siro per favorire l'ingresso e l'uscita degli spettatori di Milan-Livorno: la circolazione sarà consentita tra le 13 e le 15 e tra le 16.30 e le 18 in via Natta, via Diomede, via Ippodromo, via Montale, via Patrocolo e via Novara.


POCHISSIME ADESIONI - Nell'hinterland l'adesione al blocco del traffico, come ha ammesso l'assessore provinciale ai Trasporti Giovanni De Nicola, sarà scarsa: tra i 134 Comuni della provincia saranno «pochissimi» quelli che aderiranno. «Tutti i sindaci hanno riconosciuto l'importanza del provvedimento adottato dal Comune di Milano, ma hanno evidenziato alcuni problemi di natura tecnica e organizzativa». Tuttavia, per De Nicola, il bilancio della giornata è positivo: «È stata una riunione proficua con una trentina di interventi. Il confronto sull'inquinamento sarà continuo e permanente. La Provincia ha voluto prendere questo problema di petto perché per il futuro si possa agire assieme per evitare di creare problemi ai cittadini».


I SINDACI CONTRARI - I primi cittadini, a prescindere dalla loro appartenenza politica, puntano il dito contro Letizia Moratti per non aver concordato il provvedimento. Il disagio dei primi cittadini si è rivelato diffuso. «Nel ringraziare la Provincia per il suo tentativo di coordinare noi sindaci - ha affermato Adriano Alessandrini, sindaco di Segrate, coordinatore dell'assemblea dei sindaci del milanese - come possiamo decidere il venerdì un blocco per la domenica, per seguire le decisioni solitarie del Comune di Milano? La Regione non ci ha trasmesso i dati, né ha proclamato l'emergenza sanitaria». Roberto Cornelli, sindaco di Cormano, attacca: «Ci hanno chiamato il giorno prima, ma i sindaci devono avere almeno due-tre giorni per avvisare i cittadini. Mi è sembrata solo una boutade propagandistica per far vedere che si fa qualcosa contro l'inquinamento». Accanto a ragioni giuridiche e di carattere organizzativo, molti sindaci si sono trovati costretti a non proclamare il blocco del traffico anche per motivi dettati dalle contingenze: per esempio a San Vittore Olona domenica è prevista la gara podistica dei Cinque Mulini, e lo stop alle auto significherebbe annullare una manifestazione già programmata.


SESTO SAN GIOVANNI CAMBIA IDEA - Il Comune di Sesto San Giovanni, che aveva già preparato l'ordinanza per il blocco, venerdì mattina ha fatto retromarcia per allinearsi alla protesta dei sindaci di centrosinistra durante la riunione di venerdì nella sede della Provincia. «O esiste una reale emergenza per la salute - ha dichiarato l'Assessore all'Ambiente di Sesto Lella Brambilla - e allora il blocco è giustificato, oppure Milano ha deciso di fermare le auto per sensibilizzare i cittadini. Nel primo caso, manca assolutamente una valutazione di rischio, mentre nel secondo esistono altri modi per sensibilizzare i cittadini, non ultimo quello di agire sulle tariffe dei mezzi pubblici tra l'hinterland e Milano». Una nota del Comune di Sesto sottolinea «l'incapacità di trovare una soluzione condivisa da tutte le amministrazioni» e afferma che «la città di Milano ha assunto la decisione mettendo tutte le altre amministrazioni di fronte al fatto compiuto».


FORMIGONI: NEL 1999 ERA DIVERSO - «Le domeniche a piedi le ho reinventate io nel 1999, perché allora c'era un parco auto di vecchia generazione molto inquinante», ha commentato il presidente della Regione Roberto Formigoni, affermando che all'epoca il blocco abbassava lo smog del 30-35%. Per Formigoni questa percentuale, nel corso degli anni, è scesa, ma il motivo sta nel fatto che ci sono in giro auto meno inquinanti, grazie alle compagne di incentivi regionali per rottamarle. In attesa dei risultati sull'abbassamento della quantità di polveri sottili dopo il blocco di domenica, Formigoni invita i milanesi a lasciare l'auto in garage per un giorno e a spostarsi in città con i mezzi pubblici, a piedi o in bicicletta. L'iniziativa «darà un risultato positivo, ma non è la soluzione decisiva», conclude Formigoni.


IL METEO - Blocco del traffico a parte, domenica saranno probabilmente i venti dall'est a far respirare di sollievo i milanesi. Secondo il meteorologo Mario Giuliacci del Centro Epson Meteo, l'alta pressione che da più di 10 giorni tiene lontani i venti e le piogge dalle regioni nord occidentali della penisola sta per cedere. «La qualità dell'aria dovrebbe migliorare a seguito di una più attiva ventilazione sulla Valpadana occidentale. Domenica le pianure del Nord Italia verranno spazzate da freddi venti orientali, diretta propaggine dei venti di Bora in arrivo sull'Adriatico, mentre martedì e mercoledì vi saranno attivi venti di Tramontana provenienti dalla vallate alpine e innescati dal forte dislivello barico che si verrà a determinare tra gli opposti versanti della catena alpina». Ci voleva proprio: anche giovedì, secondo le rilevazioni dell'Arpa, i livelli di PM10 hanno superato la soglia consentita di 50 microgrammi al metro cubo in tutte le province lombarde ad eccezione di Sondrio, e Milano ha sforato il limite per il 18esimo giorno consecutivo.



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