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Inquinamento: se il Comune dà i numeri
Si sono volute trovare fantasiose correlazioni tra l'Ecopass e la ri­duzione dei ricoveri ospedalieri

Articolo del: 28/05/2009
Autore: Sergio Harari

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Dare i numeri, scientificamente parlando, è molto utile ma può anche essere pericoloso. Soprattutto se si parla di studi che tratta­no della salute dei cittadini, non sono con­dotti secondo gli standard internazionali e sono finanziati da denaro pubblico. Capita così che si vogliano trovare correlazioni di causa-effetto inesistenti, con forzature che possono dare spazio a strumentalizzazioni mediatiche ma che poco hanno a che fare con la scienza.



E' successo a Milano con l'Ecopass: si sono volute trovare fantasiose correlazioni tra la sua introduzione e la ri­duzione dei ricoveri ospedalieri. Sono stati finanziati studi scientificamente deboli, e, in molti casi, nessun dato è ancora stato presentato. Tutti vorremmo sapere se l'Ecopass ha dato un qualche vantaggio al­la salute delle nostre famiglie ma i dati so­no pochi e, quei pochi disponibili, sono molto deboli. Peccato, eppure il Corriere aveva più volte sottolineato l'importanza di un attento monitoraggio degli effetti del provvedimento, per poterne valutare l'utilità, così come aveva ripetutamente so­stenuto il necessario potenziamento della rete delle centraline di rilevamento dell'in­quinamento, avvenuto solo recentemente e ancora in via sperimentale. Fare politica è una cosa, fare medicina e scienza un'altra.



Il rigore scientifico non può avere cedimenti di sorta. Oggi, per condurre le ricerche, disponiamo di meto­dologie molto serie, internazionalmente accettate, che garantiscono la scientificità dei risultati. I dati vengono presentati alla comunità scientifica con pubblicazioni su riviste dotate di un sistema di controllo di qualità dei lavori, garantito da esperti che rivedono in forma anonima le ricerche e criticano in modo costruttivo gli studi, e solo dopo una serie di questi passaggi di revisione le ricerche hanno dignità di pub­blicazione. Dati presentati altrimenti non hanno si­gnificato scientifico e tantomeno dovreb­bero essere utilizzati per comunicare infor­mazioni ai cittadini. Altro capitolo si potrebbe poi aprire sull' utilizzo di fondi pubblici per finanziare stu­di di scarso valore. La salute è una cosa seria, non scherzia­mo.

sharari@hotmail.it





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