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Ferrovie, la protesta dei pendolari: ottomila firme contro i rincari
Nuovo orario, guasti e ritardi. Formigoni: la Lombardia pronta ad investire più di un miliardo

Articolo del: 16/12/2010
Autore: Laura Guardini

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MILANO - Attesa e proteste. Il treno «sacrificato» al nuovo collegamento Centrale-Malpensa (il 6.34 da Lecco, lunedì e martedì costretto ad allungare i tempi per lasciare libero il tunnel Greco-Garibaldi) torna al suo posto, ma il nuovo orario e le prime giornate veramente fredde provocano guasti e ritardi. Così gli oltre 600 mila pendolari lombardi (nell’ultimo anno sono cresciuti di un altro 8,6%), ancora una volta, scrivono email piene di rabbia. L’attesa, invece, riguarda gli aumenti delle tariffe: la conferenza Stato-Regioni dovrebbe dire oggi una parola definitiva, che consentirà di dare una dimensione concreta ai rincari. Ieri il presidente Roberto Formigoni e l’assessore Raffaele Cattaneo lo hanno ripetuto durante la conferenza stampa voluta per ribattere a Legambiente che, con il rapporto «Pendolaria», aveva accusato la Lombardia di essere «ferma» a proposito di «servizi, nuovi treni e integrazione tariffaria». «Con un miliardo e 248 milioni spesi in 10 anni siamo invece la prima delle regioni quanto ad investimenti su ferro» ha sottolineato Formigoni. Quanto e quando aumenteranno biglietti e abbonamenti? «Abbiamo già detto che, a differenza di altre regioni, non avremo aumenti superiori al 25% - ha ripetuto ieri Cattaneo. - Se l’accordo sul Traporto pubblico locale ci sarà favorevole scenderemo». Quanto ai tempi: «Il primo febbraio potrebbe essere una data possibile. Ma dipende da diversi fattori, a cominciare dalla possibilità di realizzare l’integrazione tariffaria». Il «tesserone» (abbonamento a tutti i mezzi della Lombardia) a 100 euro al mese (un abbonamento treno+Atm da Brescia costa 93,5) e bonus per le famiglie che scelgono il treno sono due degli strumenti individuati per tamponare almeno parzialmente gli aumenti. Un tasto che con i pendolari è ben difficile toccare: la loro petizione (al sito http://patto.ilpendolare.com/) ha raccolto oltre 8 mila firme contro gli aumenti. «Chiediamo - dice il portavoce Giorgio Daho - di essere ricevuti da Formigoni». Dalla linea Milano-Asso la pendolare Carlotta «davvero stanca» ha denunciato 31 minuti di ritardo nel viaggio di andata e 13 al ritorno martedì, mentre ieri è arrivata a Cadorna «alle 10.54 anziché alle 9.51». Dalla Carnate-Milano protesta Iole: «45’ minuti di attesa (a -5) nella stazione di Arcore: soppressi i treni 10760 e 23081, le 4 carrozze (di cui una chiusa) del seguente 10553 non potevano bastare per oltre 300 persone». Infine, uno scambio bloccato dal gelo a Rovato, ieri mattina ha fatto ritardare di almeno un quarto d’ora di treni in arrivo da Brescia, mentre a Legnano una ventina di viaggiatori ha occupato i binari dalle 9.30 per 40 minuti per protestare contro i disagi. «Sappiamo che non tutto va come vorremmo ma stiamo lavorando» hanno ripetuto ieri Formigoni e Cattaneo. «Nel 2010 abbiamo aumentato di 14 milioni le spese per pulizie e comfort, nel 2011 ne aggiungeremo altri 11,3» ha aggiunto l’ad di TrenitaliaLeNord Giuseppe Biesuz. ] MILANO - Attesa e proteste. Il treno «sacrificato» al nuovo collegamento Centrale-Malpensa (il 6.34 da Lecco, lunedì e martedì costretto ad allungare i tempi per lasciare libero il tunnel Greco-Garibaldi) torna al suo posto, ma il nuovo orario e le prime giornate veramente fredde provocano guasti e ritardi. Così gli oltre 600 mila pendolari lombardi (nell'ultimo anno sono cresciuti di un altro 8,6%), ancora una volta, scrivono email piene di rabbia. L'attesa, invece, riguarda gli aumenti delle tariffe: la conferenza Stato-Regioni dovrebbe dire oggi una parola definitiva, che consentirà di dare una dimensione concreta ai rincari.

Ieri il presidente Roberto Formigoni e l'assessore Raffaele Cattaneo lo hanno ripetuto durante la conferenza stampa voluta per ribattere a Legambiente che, con il rapporto «Pendolaria», aveva accusato la Lombardia di essere «ferma» a proposito di «servizi, nuovi treni e integrazione tariffaria». «Con un miliardo e 248 milioni spesi in 10 anni siamo invece la prima delle regioni quanto ad investimenti su ferro» ha sottolineato Formigoni. Quanto e quando aumenteranno biglietti e abbonamenti? «Abbiamo già detto che, a differenza di altre regioni, non avremo aumenti superiori al 25% - ha ripetuto ieri Cattaneo. - Se l'accordo sul Traporto pubblico locale ci sarà favorevole scenderemo».

Quanto ai tempi: «Il primo febbraio potrebbe essere una data possibile. Ma dipende da diversi fattori, a cominciare dalla possibilità di realizzare l'integrazione tariffaria». Il «tesserone» (abbonamento a tutti i mezzi della Lombardia) a 100 euro al mese (un abbonamento treno+Atm da Brescia costa 93,5) e bonus per le famiglie che scelgono il treno sono due degli strumenti individuati per tamponare almeno parzialmente gli aumenti. Un tasto che con i pendolari è ben difficile toccare: la loro petizione (al sito http://patto.ilpendolare.com/) ha raccolto oltre 8 mila firme contro gli aumenti. «Chiediamo - dice il portavoce Giorgio Daho - di essere ricevuti da Formigoni». Dalla linea Milano-Asso la pendolare Carlotta «davvero stanca» ha denunciato 31 minuti di ritardo nel viaggio di andata e 13 al ritorno martedì, mentre ieri è arrivata a Cadorna «alle 10.54 anziché alle 9.51».

Dalla Carnate-Milano protesta Iole: «45' minuti di attesa (a -5) nella stazione di Arcore: soppressi i treni 10760 e 23081, le 4 carrozze (di cui una chiusa) del seguente 10553 non potevano bastare per oltre 300 persone». Infine, uno scambio bloccato dal gelo a Rovato, ieri mattina ha fatto ritardare di almeno un quarto d'ora di treni in arrivo da Brescia, mentre a Legnano una ventina di viaggiatori ha occupato i binari dalle 9.30 per 40 minuti per protestare contro i disagi. «Sappiamo che non tutto va come vorremmo ma stiamo lavorando» hanno ripetuto ieri Formigoni e Cattaneo. «Nel 2010 abbiamo aumentato di 14 milioni le spese per pulizie e comfort, nel 2011 ne aggiungeremo altri 11,3» ha aggiunto l'ad di TrenitaliaLeNord Giuseppe Biesuz.

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