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Treni - per i disagi delle ultime settimane, a gennaio sconto del 10% sugli abbonamenti
Trasporti, Cattaneo: «Biglietti più cari
ma solo se il servizio sarà di qualità»
L'aumento del 20 per cento slitta a febbraio. E per i ragazzi under 14 viaggio gratis

Articolo del: 23/12/2010
Autore: Laura Guardini

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MILANO - Arriveranno dall'inizio di febbraio, ma ancora chiarezza definitiva non c'è. A gennaio - questo è invece stabilito - i pendolari avranno uno sconto del 10% sull'abbonamento 9,3 euro da Brescia, 6,3 ad esempio da Vittuone dopo le giornate di ritardi e disagi vissute la scorsa settimana ma anche all'inizio di questa numerose email hanno segnalato ritardi sulla Milano-Brescia e sulla Piacenza. Degli aumenti per i viaggiatori di treni e pullman rispettivamente circa 650 e 360 mila ventilati sin dalla scorsa estate, l'assessore regionale alle Infrastrutture Raffaele Cattaneo è tornato a parlare durante la conferenza stampa fine anno del presidente Roberto Formigoni. L'intesa governo-regioni, nel caso dei trasporti lombardi, ha fatto scendere da 300 a 99 i milioni di cui consiste il taglio.

Anche i rincari, come già annunciato, saranno dunque più contenuti rispetto a quel tetto del 25% stabilito all'inizio di questo mese: «Le aziende di trasporto potranno contare su aumenti fino al 20% se garantiranno un servizio ottimo - ha detto - mentre se forniranno un servizio scadente non ci sarà nessun aumento. È un principio sacrosanto a tutela dei pendolari, ai quali - ha assicurato Cattaneo - non capiterà alcuna stangata». Così, dopo le notizie che preannunciavano rincari pesanti, riecco il principio sancito nel novembre 2008 proprio al primo tavolo del trasporto pubblico locale: via libera agli aumenti soltanto in presenza di determinati standard di puntualità, pulizia, decoro.

La patata bollente, in certo senso, passa così alle aziende ferroviarie e a quelle che gestiscono i bus: sulle quali pesano comunque - come è stato ricordato ancora mercoledì in Regione - tagli per 82 milioni: 24 per il ferro e 58 su gomma. Ora, una volta licenziato il bilancio, sarà l'ultima giunta regionale dell'anno, il 29, a rendere esecutivi i provvedimenti. Dall'1 febbraio, dunque, questa possibilità di rincari fino al 20% che, tuttavia, a quanto si è capito, riguarderà esclusivamente i biglietti di corsa semplice e gli abbonamenti «lisci». Non, ad esempio, i diffusi «TrenoMilano», che alla tariffa ferroviaria abbinano l'abbonamento ai mezzi Atm del capoluogo: la tessera che prevede questa formula avrà, invece, uno sconto del 30%. Confermato, sempre dall'inizio di febbraio, anche il debutto in forma mensile e semplificata finora era annuale e per ottenerlo era necessaria una procedura di una certa laboriosità attraverso le Poste del «tesserone» che dà via libera su tutti i mezzi pubblici della regione. Per i primi sei mesi, circa, costerà 85 euro al mese, per poi passare a 99 attualmente, l'annuale costa 999. Infine, la formula rivolta alle famiglie: accompagnati da un adulto, i ragazzi sotto i 14 anni, in treno, viaggiano gratis.

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