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Darsena impantanata nei ricorsi Il Comune: «Il Tar decida in fretta»

Articolo del: 07/01/2011


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Le ordinanze del coprifuoco, le case ai rom, i parcheggi. Le azioni della giunta sempre in bilico tra i ricorsi. Quando sembrava risolta almeno la vicenda della Darsena, con i costruttori del maxiparcheggio costretti a restituire le chiavi al Comune e un’area diventata discarica a cielo aperto ai residenti che già si dividevano tra il partito che vuole vederci scorrere di nuovo l’acqua e chi preferisce solo verde e piste ciclabili, i progetti si sono di nuovo impantanati nella querelle giudiziaria. Nei giorni scorsi la giunta si è nuovamente opposta al Tar contro la sentenza del Consiglio di Stato che un mese fa ha accolto l’ennesimo ricorso dei costruttori a cui Palazzo Marino ha disdetto il contratto. Ora il sindaco si è augurata che i giudici «possano prendere una decisione velocemente, perchè sta diventando difficile per me dare spiegazioni ai cittadini sulla Darsena». Le è toccato farlo anche ieri davanti alla basilica di Sant’Eustorgio, dopo che il parroco don Pierluigi Perini sul palco accanto a Letizia Moratti l’aveva sollecitata. «La nostra Darsena - ha detto don Pigi - da molti lustri è luogo non abitato e non abitabile, se non si fanno i garage allora facciamoci qualcos’altro». Pensando anche al traguardo dell’Expo 2015. «Qualcosa ora si sta muovendo - ha ammesso il parroco - ma non vorrei che si arrivasse troppo tardi, abbiamo bisogno di un luogo curato e attrezzato per i bambini e le esigenze del quartiere».
E al sindaco tocca riepilogare la vicenda, ricordare che «da quando l’area è tornata nelle nostre disponibilità la teniamo pulita e in ordine». Da un mese Palazzo Marino ha riaperto parzialmente il passaggio creando una passerella di legno e ha piantato del verde. Ma per progettare a lungo termine (e metterci dei fondi importanti) deve attendere il responso dei giudici. «Stiamo aspettando di avere la possibilità di continuare i lavori - conferma la Moratti - prima il Tar aveva sostenuto le nostre ragioni, poi il Consiglio di Stato ha bloccato tutto, ora noi abbiamo dovuto fare un nuovo ricorso al Tribunale amministrativo e adesso aspettiamo la risposta, speriamo arrivi in tempi rapidi». Perchè, ribadisce, «faccio davvero fatica a spiegare ai cittadini che prima non potevo operare sulla Darsena perchè la proprietà era del concessionario, poi non ho potuto operare e non posso di nuovo in attesa delle sentenze».

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