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Traffico e sosta, in un anno
due milioni e mezzo di multe

Diecimila verbali ins ei emsi di 2controlli a strascico". Cala la prostituzione: 400 lucciole in meno di tre anni. Il 31 gennaio scadono le ordinanze per la sicurezza, giusto prorogarle?

Articolo del: 18/01/2011
Autore: Nicola Palma

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Milano, 18 gennaio 2011 - «Sono circa due milioni e mezzo». A tanto ammonta, secondo il vicesindaco Riccardo De Corato, il numero di sanzioni per la viabilità comminate dagli agenti della polizia locale nel 2010. Cifre in diminuzione rispetto al 2009, quando le contravvenzioni avevano raggiunto i 2,7 milioni.

Ovviamente, questo significa anche meno entrate nelle casse comunali: «Cinque milioni di euro in meno per le multe - aveva detto a settembre il numero due di Palazzo Marino - e due milioni di euro in meno per la diminuzione degli ingressi a pagamento in area Ecopass». Un trend in discesa, insomma, confermato anche dalle previsioni sul 2011, che parlano di un calo delle entrate da 146 milioni a 126 milioni di euro.

«È segno che i cittadini milanesi sono diventati più attenti e responsabili - commenta Daniele Vincini, delegato del Sulpm -. Inoltre, queste statistiche confermano che iniziative come il sistema delle multe a strascico non si sono trasformate in strumenti per fare cassa». Ieri, De Corato ha annunciato che raddoppierà il numero di vetture della municipale dotate delle telecamere che smascherano le auto in doppia fila: «Grazie a un finanziamento di 600 mila euro della Regione - ha precisato l’assessore alla Sicurezza - altre venti auto saranno dotate dello street control». In totale, fanno quaranta occhi elettronici in giro per la città, buone anche per riprendere in tempo reale situazioni di pericolo.

«Ogni giorno i ghisa riscontrano 60-70 infrazioni su due turni - continua Vincini -. Dall’inizio della sperimentazione, abbiamo fatto circa diecimila contravvenzioni». Polizia locale impegnata su più fronti, come certificano i risultati del 2010. «Ormai la quarta forza di polizia» ripete orgoglioso De Corato mentre snocciola i numeri dell’attività svolta dai 3.100 agenti della municipale durante l’anno passato. A cominciare dagli sgomberi di accampamenti nomadi abusivi: 156 negli ultimi dodici mesi, quasi uno ogni due giorni, 392 in quattro anni. Una politica che ha consentito a Palazzo Marino di ridurre dell’80% il numero di nomadi irregolari: dagli 8 mila del 2007 si è passati ai 1.500 di oggi, «distribuiti in tutta la provincia». In diminuzione anche i reati, calati del 34% in tre anni: i casi di violenza sessuale in strada sono scesi da 61 a 14, mentre le rapine sono calate del 40%.



«Merito di una strategia di sicurezza tra istituzioni e forze dell’ordine - dice ancora il vicesindaco - che ha consentito al “modello Milano” di fare scuola». Un modello che potrà contare dalla prossima primavera su 1.359 telecamere «intelligenti» (+27% rispetto al 2010): finito il periodo di sperimentazione, gli occhi elettronici saranno installati definitivamente in quattordici aree sensibili, tra cui piazza Duomo, via Sarpi, Maciachini e Quarto Oggiaro. Zone a rischio individuate grazie a 34 mila segnalazioni raccolte dall’Ufficio centrale informativo e inserite nella cosiddetta «mappa del rischio», che consente di dislocare gli agenti in base alle esigenze di ogni singola porzione di territorio. Uno screening dettagliato, che ha consentito una sensibile riduzione del fenomeno della prostituzione in strada: 400 lucciole in meno (da 900 a 500) rispetto a tre anni fa (le vie coinvolte sono passate da 100 a 40). Dati incoraggianti anche dall’applicazione delle ordinanze sindacali in via Padova, Corvetto, Chinatown e Imbonati: i provvedimenti speciali scadono a fine gennaio, «sindaco e prefetto decideranno in questi giorni per decidere se prorogarle o meno». Dati contestati dal Partito democratico, definiti «l’ennesimo balletto delle cifre a cui De Corato ci ha abituati da anni» dal segretario provinciale Roberto Cornelli. A stretto giro di posta, la reazione del vicesindaco: «Cifre fornite da Prefettura e Questura - chiosa -. È Cornelli a dare i numeri».

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