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Smog, va già peggio del 2010
oltre i limiti 14 giornate su 16
Complice il meteo, che non promette pioggia neppure per i prossimi giorni, il 2011 è partito malissimo
Il verde Fedrighini: "L'Ecopass ha fallito". Croci: "Limitare la circolazione dei veicoli merci che inquinano"

Articolo del: 18/01/2011
Autore: STEFANO ROSSI

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Quattordici giornate fuorilegge su sedici e via Senato, pieno centro, ovviamente zona Ecopass, maglia nera delle rilevazioni. È il nero bilancio dello smog d’inizio anno a Milano, peggio rispetto all’anno scorso quando fino a metà gennaio la soglia dei 50 microgrammi per metro cubo era stata superata “solo” dieci volte. Complice il meteo, che non promette pioggia neppure per i prossimi giorni, il 2011 è partito malissimo. Dal primo dell’anno, in via Senato, soltanto due giorni — il 4 e il 10 — sono stati dentro i limiti. Concentrazioni decisamente più alte in centro (non solo alla centralina di via Senato, ma anche al Verziere) rispetto a Città Studi, dove gli sforamenti dal primo dell’anno, complici due giorni di blocco del dispositivo e uno in cui segnava un singolare “zero”, sono stati otto.

«Dopo una prima riduzione del traffico in centro, l’Ecopass ha perso il suo effetto — attacca Enrico Fedrighini, capogruppo dei Verdi a Palazzo Marino — il sindaco dovrebbe tornare a occuparsi della salute dei suoi cittadini con un’ordinanza che faccia pagare il ticket a tutti». Anche per Edoardo Croci, ex assessore all’Ambiente e promotore dei referendum sulla qualità dell’aria con lo stesso Fedrighini e con Carlo Montalbetti, bisogna intervenire: «Ormai siamo in emergenza smog che avrà effetti negativi su patologie e ricoveri dei milanesi: si potrebbe, già da subito, limitare la circolazione dei veicoli merci che inquinano e rendere obbligatorio il car pooling». E Silvia Maffii, docente di sistemi di mobilità al Politecnico: «I provvedimenti estemporanei fanno scendere l’inquinamento ma non sono risolutivi: bisogna aumentare la consapevolezza della gente e incentivarla a lasciare a casa l’auto, anche con una politica diversa sulla sosta».

L’allerta smog l’anno scorso era scattato, come deciso dal Comune, dopo venti giorni consecutivi di superamento delle soglie di concentrazione del Pm10. Allora Palazzo Marino, il 31 gennaio, decise lo stop alle auto: un mezzo flop visto che nell’hinterland aderirono solo 36 Comuni su 55. Quest’anno, almeno per ora, Palazzo Marino e Provincia sembrano poco interessati. Gli ambientalisti polemizzano sulla mancanza di assessori competenti in materia (in Comune e in Provincia le deleghe sull’Ambiente le hanno Moratti e Podestà): per Damiano Di Simine, presidente lombardo di Legambiente, «questo fa capire quale effettiva attenzione ci sia per questi temi».

Marcello Raimondi, assessore regionale all’Ambiente, ricorda che «c’è una politica in atto da tempo anche con i Comuni. Andiamo avanti così». Mentre proseguono gli incontri tecnici al Pirellone, a metà febbraio si riunirà anche il “Tavolo del bacino padano” (Lombardia, Piemonte, Veneto, Valle d’Aosta, Emilia Romagna, Provincia autonoma di Trento e Canton Ticino) e non è escluso che in quell’occasione venga annunciata la “low emission zone più grande del mondo”, con le altre regioni che potrebbero uniformarsi al blocco invernale dei veicoli più inquinanti già messo in atto dal Pirellone.

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