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Il caldo negli alloggi
Termosifone selvaggio nelle abitazioni
Ma controlli impossibili. Il vicesindaco De Corato: «Mi appello alla responsabilità dei cittadini»

Articolo del: 01/02/2011
Autore: Marta Serafini

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MILANO - Diciannove gradi al massimo e un'ora in meno di riscaldamento negli uffici e nelle abitazioni per tre giorni. È quanto disposto dal Comune nell'ordinanza Aria pulita con l'obiettivo di limitare i livelli di Pm10, dopo la domenica a piedi. Pena prevista: fino a un massimo di 500 euro. Nessun controllo, però. Non si può entrare negli appartamenti privati con il termometro, a meno che un condomino ne faccia richiesta. Piuttosto si fa leva sul «buon senso dei cittadini», rendendo così il rispetto della norma quasi volontario. Spiega il vicesindaco De Corato: «I dati Arpa sulle concentrazioni di Pm10 di domenica indicano nuovamente per le polveri sottili il superamento del limite dei 50 mg/mc, nonostante il blocco delle auto. A dimostrazione che anche le emissioni delle caldaie incidono in maniera rilevante sulla qualità dell'aria». E aggiunge: «Stiamo effettuando controlli sul traffico, ma per quanto riguarda le caldaie, mi appello alla responsabilità dei cittadini, rivolgendomi ad amministratori di condominio, proprietari e inquilini affinché rispettino il provvedimento».

E se nessuno vigila, negli uffici si continua a viaggiare a temperature tropicali, con punte di 27 gradi, di gran lunga superiori ai 20 consentiti dalla legge nei i giorni «normali». C'è persino chi si lamenta e chiude la manopola del termosifone, incurante delle proteste del vicino di scrivania freddoloso. Va un pò meglio in casa: «Abbiamo invitato tutti gli amministratori di condominio a dare istruzioni ai fuochisti e ai tecnici affinché abbassino i termostati di un grado e programmino lo spegnimento delle caldaie un'ora prima», spiega Dario Guazzoni, presidente dell'associazione milanese degli amministratori di condominio. Un'operazione fattibile, senza alcuna difficoltà. Il problema, però, rimane. «Il 20 per cento degli appartamenti milanesi ha il riscaldamento autonomo - continua Guazzoni - e su queste tipologie diventa veramente difficile intervenire».

In molti casi poi, anche con gli impianti centralizzati, soprattutto nei palazzi più vecchi del centro, il provvedimento non viene rispettato. Accade in via Palermo 1, dove all'ultimo piano la colonnina di mercurio è rimasta anche ieri a quota 24. Stessa scena in zona Paolo Sarpi, con i condomini costretti a stare in maglietta mentre i termosifoni pompavano a tutto vapore, nonostante fuori non ci fosse un gran freddo. E se le misure disposte per il riscaldamento vanno avanti a oltranza finché i superamenti dei limiti di Pm10 non saranno cessati, rimangono esentati gli alberghi, gli ospedali, le case di cura, le scuole, gli asili nido e gli impianti sportivi.

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