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Sono 29 le giornate fuorilegge nel 2011, e la serie di quelle consecutive è arrivata a 21
Poveri sottili al triplo della soglia
«Bisogna chiudere le scuole»
Il Codacons propone misure drastiche. Il sindaco ai commercianti: «La salute prima di tutto»

Articolo del: 03/02/2011


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MILANO - Non si placa l'assedio delle polveri sottili sull'aria di Milano: la concentrazione di Pm10 è arrivata martedì a valori di tre volte superiori il limite consentito dei 50 microgrammi per metro cubo. Complici le condizioni atmosferiche e la mancanza di vento, nemmeno la fase due del piano antismog voluto dal sindaco Letizia Moratti, entrata in vigore da lunedì con le restrizioni alla circolazione in centro e l'obbligo di abbassare la temperatura dei termosifoni, appare efficace davanti all'assedio dell'inquinamento. Tanto che il Codacons arriva a proporre la chiusura delle scuole, per tutelare la salute dei bambini.

I RILEVAMENTI - Le centraline dell'Arpa hanno registrato valori di 120 in Città Studi, 130 al Verziere e addirittura 159 nella stazione che l'amministrazione ha scelto come riferimento, quella di via Senato. Dall'inizio dell'anno sono 29 le giornate fuori legge e la serie di quelle consecutive è arrivata a 21. Come appare probabile, si va verso un altro blocco del traffico per domenica, anche se Letizia Moratti ha promesso più flessibilità: «Si possono stabilire orari diversi, possono essere date delle deroghe», ha detto il sindaco.

«LA SALUTE PRIMA DI TUTTO» - Pur confermando che il Comune di Milano ha allo studio una serie di correttivi alla fase due del piano antismog per ridurre i disagi legati ai divieti, il sindaco di Milano Letizia Moratti ha voluto sottolineare che la salute dei cittadini prevale sempre sugli interessi dei commercianti, che avevano protestato contro il blocco: «Se si va avanti così - aveva detto Simonpaolo Buongiardino, presidente di Assomobilità e rappresentante dell'Unione del commercio - rischiamo di arrivare al fine settimana con una gravissima carenza di rifornimenti». La richiesta al Comune era quella di una «finestra» che giovedì e venerdì riammettesse in zona Ecopass i veicoli merci bloccati dal divieto.«Stiamo lavorando per un equilibrio tra le esigenze dei commercianti e l'esigenza di tutelare la salute dei cittadini, che viene prima di tutto», si è limitata a dire Letizia Moratti in risposta alle pressioni dell'Unione del Commercio per ottenere deroghe alla chiusura del centro per i mezzi soggetti a Ecopass. Quanto al possibile blocco del traffico di domenica prossima, il sindaco non si è voluto sbilanciare sulle modalità con cui renderlo più flessibile rispetto a quello della scorsa settimana. «Cercheremo di lavorare per creare meno disagi possibili per i nostri concittadini», ha tagliato corto Letizia Moratti.

«CHIUDERE LE SCUOLE» - Il Codacons ha chiesto al sindaco di chiudere le scuole fino a che i valori del Pm 10 e degli altri inquinanti non rientreranno nei limiti di legge. «Basterebbero i dati di ieri sulle concentrazioni del Pm 10 a Milano per dimostrare il fallimento sia dell'Ecopass che dell'ordinanza del Comune - si legge nella nota del presidente del Codacons, Marco Maria Donzelli -. Nonostante sia scattata la fase due del Piano antismog, la più severa, ieri i valori erano da 3 a 4 volte oltre i limiti consentiti. Per questo non possiamo avvelenare i nostri bimbi. Inoltre la chiusura delle scuole consentirebbe di non intasare la città nelle ore di punta con le auto dei genitori che accompagnano i loro figli». Dall'inizio dell'anno, stima Codacons - sono 29 le giornate fuori legge e la serie di quelle consecutive è arrivata ormai a 21. La soglia massima di 35 giorni sarà toccata con una velocità record, seconda solo al 2006 quando il tetto fu toccato il 5 febbraio (nel 2010 si raggiunsero il 15 febbraio, nel 2009 il 22 febbraio, nel 2008 il 20 febbraio, nel 2007 il 15 febbraio). «Se chiudere il centro alle auto che pagavano il ticket d'ingresso fa raggiungere livelli da tripli a quadrupli rispetto ai massimi consentiti, è evidente che l'Ecopass è un fallimento totale, visto che, previo pagamento, consente a tutti di inquinare e circolare a volontà. Per questo da tempo chiediamo targhe alterne sempre, per tutte le auto ed in tutta la città» ha concluso Donzelli.

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