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I dati dell'Arpa: dal 2000 non si
Smog, esaurito il bonus Ue, 35 giorni fuori legge. Al sindaco una «maschera antigas»
Il dono degli ecologisti. De Corato: limite sforato in 48 città. Sangalli: 3.500 euro l'anno per ogni impresa

Articolo del: 07/02/2011


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MILANO - Un gruppo di militanti ecologisti di Legambiente ha portato al Comune di Milano, perchè sia consegnata al sindaco Letizia Moratti, una maschera antigas di colore oro per denunciare gli alti e continuativi livelli di inquinamento che da oggi condanneranno il capoluogo lombardo all'infrazione comunitaria. Dopo aver srotolato uno striscione davanti a Palazzo Marino con su scritto «Ne abbiamo pieni i polmoni» gli ambientalisti sono stati ricevuti dal presidente del consiglio comunale Manfredi Palmeri che ha preso in consegna l'ironico dono. Legambiente ha deciso di organizzare questo blitz proprio all'indomani della seconda domenica consecutiva a piedi, perchè proprio lunedì Milano ha esaurito il bonus di 35 giorni fuori legge che l'Unione Europea concede alle città prima di avviare la procedura di infrazione per l'inquinamento. Elaborando i dati dell'Arpa, Legambiente ha denunciato inoltre che dall'inizio dell'anno la concentrazione media di Pm10 in città è stata di 98 microgrammi per metrocubo: oltre il doppio rispetto alle indicazioni dell'Unione Europea che, nell'arco dei 12 mesi, impone un tasso di 40. dall’inizio dell’anno, dunque, i milanesi hanno respirato aria due volte e mezzo più inquinata del consentito. Una situazione così grave - osservano gli esperti dell'associazione ecologista - non si verificava dal 2006. «Milano è malata cronica e grave - ha osservato il presidente lombardo di Legambiente Damiano Di Simine - in campagna elettorale la Moratti aveva promesso una città con 300 mila auto in meno: a fine mandato il risultato non c'è e, anzi, secondo il piano di governo del territorio appena approvato dovremo fare i conti con una crescita del traffico».

LE PROPOSTE - «A rendere spiazzanti i dati del 2011 - spiega ancora Legambiente - sono i confronti con gli anni precedenti: nonostante Arpa segnali un generale trend positivo per la qualità dell’aria in Lombardia, pur tra gli alti e bassi legati ai capricci climatici, a Milano il miglioramento non si nota più. Il 2011 è il terzo anno peggiore del decennio, dopo i terribili 2002 e 2006. L'aria è migliorata rispetto agli anni ’80 e ’90, ma dal 2000 questa evoluzione positiva è andata smorzandosi. Per migliorare la situazione occorrono investimenti in infrastrutture e servizi, in primo luogo per la mobilità collettiva e la ciclabilità. Milano e provincia devono sviluppare politiche di area metropolitana per dotarsi di una offerta di trasporto collettivo paragonabile a quella delle altre metropoli europee, riducendo la congestione da traffico. E anche gli interventi di emergenza, come i blocchi del traffico, per essere efficaci devono essere intrapresi a livello di area vasta, perchè l’inquinamento non conosce i confini comunali». «La Provincia potrebbe finalmente introdurre il pedaggio autostradale proporzionale all’inquinamento dei diversi veicoli sulle tangenziali e sulle strade provinciali già studiato e annunciato più volte - conclude Legambiente - Ci rivediamo all’appuntamento coi sindaci mercoledì in Provincia: quale migliore occasione per rendere pubblico quel piano, definire la data di partenza e la destinazione dei soldi che se ne ricaverebbero?».

«NON SOLO MILANO» - Non ci sta a finire sulla graticola l'assessore al Traffico Riccardo De Corato: «Più che una cappa di smog su Milano c’è una cappa di strumentale allarmismo. Basti dire che nel 2010, secondo la classifica Mal’aria di Legambiente, ci sono state ben 48 città capoluogo in Italia che non hanno rispettato il limite massimo dei 35 giorni di sforamento in un anno. Tra queste Firenze, Bologna, Venezia, Reggio Emilia, Padova, oltre naturalmente a Torino (134 sforamenti, ben 47 in più di Milano) città più inquinata d’Italia e Napoli (95 giorni di sforamento). Ma siccome sono governate da giunte di centrosinistra è scesa una cappa di silenzio», ha detto il vicesindaco. De Corato non intende negare i problemi del capoluogo lombardo, ma neanche accettare lezioni: «ricordo a Edoardo Croci (ex assessore alla Mobilità ndr) - ha sottolineato - che quando era assessore i valori medi del Pm 10 di gennaio sono stati anche più alti, 109 nel 2006, 82 nel 2009. Mentre nel 2010 sono stati 73. E, sempre a gennaio, il numero di superamenti della soglia dei 50 microgrammi al metro cubo sono sempre stati oltre i 20 anche durante il suo mandato, ben 26 giorni nel 2009. Ma non mi risulta che ciò lo abbia autorizzato, come fa ora, a evocare le code al pronto soccorso». Sul fronte del confronto con l'estero, il vice sindaco giudica «inutile fare paragoni. Come ha riferito il ministro Stefania Prestigiacomo - ha fatto notare - insieme all'Italia ci sono una decina di Paesi europei per i quali è stata aperta una procedura d'infrazione sullo smog: Francia, Germania, Regno Unito, Spagna, Austria e pure la Svezia».

I DANNI PER LE IMPRESE - Intanto, c'è chi lancia l'allarme sui danni che le polveri sottili producono, oltre che nei polmoni, nei bilanci delle imprese: «Inquinamento e traffico costano a ogni impresa milanese circa 3.500 euro all’anno, per un totale di 1 miliardo di euro in termini di ritardi, malattie e giorni di lavoro persi», si legge in uno studio realizzato dalla Camera di Commercio di Milano, cui ha fatto riferimento il presidente, Carlo Sangalli, nel corso dell’intervento di apertura della Mobility Conference 2011, la due giorni promossa insieme ad Assolombarda per fare il punto sullo sviluppo del sistema infrastrutturale e l’efficienza della mobilità e dei trasporti. «L’Ufficio Studi della Camera di Commercio ha messo a confronto la Lombardia con 98 regioni europee. E’ emerso - ha spiegato Sangalli - che siamo al quinto posto in Europa per densità di traffico. Ci sono 30mila viaggi di camion giornalieri verso le altre regioni e in un anno i veicoli privati sono aumentati di oltre 100mila unità. Abbiamo quasi 6 milioni e mezzo di autoveicoli, ogni 3 lombardi ci sono due macchine. Questi dati sono certamente legati al fatto che la Lombardia è una delle Regioni d’Europa in cui circolano più merci e persone, grazie proprio alla sua vitalità economica industriale e dei servizi. Tuttavia, la congestione delle strade si tramuta in un danno per l’economia. Ma - ha sottolineato a proposito delle stime sui costi di traffico e smog - c’è soprattutto il tema ambientale al quale gli imprenditori sono sensibili perchè un territorio pulito è un territorio più attrattivo».

TRENTA ALL'ORA - Un'idea viene dal Codacons, che chiede al sindaco Moratti di sperimentare, come sta facendo la città di Saronno, il limite di 30 Km/h in città. «Lo proponiamo dal giugno dello scorso anno. Ora Saronno sta finalmente sperimentando questa idea, ma è evidente che a Milano sarebbe ancora più efficace. Milano, infatti, a differenza di Saronno, è molto più intasata di macchine, ha molti più semafori e ci sono continui stop and go. La velocità media è di 22 km/h, ma nelle ore di punta scende anche a 10 km/h. Il limite di 30 renderebbe solamente più fluido il traffico. Accelerare, per poi fare subito dopo brusche frenate, non solo non fa guadagnare nulla in termini di tempo, ma fa anche consumare più carburante e usurare maggiormente freni e gomme, ossia fa inquinare di più», ha dichiarato il presidente del Codacons, Marco Donzelli. «Lo stop alle auto una tantum - conclude Donzelli - peraltro in un giorno festivo, non può bastare per abbassare i limiti. Questo non vuol dire che bloccare la circolazione non serva, tutt’altro, ma solo ed esclusivamente che va fatto seriamente, non solo di domenica, o per pochi veicoli o solo in centro città. Il Comune di Milano, quindi, non prenda scuse per fare passi indietro sul blocco della circolazione, solo per paura di scontentare la lobby dei commercianti».

Commento: Ultimamente il Codacons sta molto deludendo. Le proposte che sta facendo in questo ultimo periodo, sul tema dell' inquinamento, sono indirizzate alla demagogia più spicciola.
Anche quest' ultima proposta è sensata solo a prima vista. Andare a 30 all' ora, invece che a 50, non riduce affatto le emissioni, in quanto, per poter tenere una velocità così bassa bisogna necessariamente inserire una marcia più bassa, così che il motore gira più in alto e consuma di più. Per ridurre le emissioni delle auto bisognerebbe, al contrario, fare in modo che esse possano andare in maniera continua a 50 km all' ora, velocità che permette di tenere il motore al minimo utilizzando la marcia più alta.
Perchè nessuno propone, invece, di sincronizzare i semafori lungo i principali assi di scorrimento? All' estero è un' eternità che viene fatto!


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