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Il dopovoto al Comune La Lega detta le condizioni alla Moratti «Basta rom e referendum sull'Ecopass».
Salvini: «Via dalla giunta gli assessori fannulloni».
Il posto da vicesindaco? «Vedremo»

Articolo del: 16/04/2008
Autore: Maurizio Giannattasio

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MILANO - Milano si dipinge di verde e la Lega detta le condizioni al sindaco Letizia Moratti: mai più patti di legalità, campi rom ridotti a zero nel giro di tre anni, «tagliando» alla giunta prima dell'estate, mandare a casa gli assessori «fannulloni » e, ciliegina sulla torta, un referendum sull'Ecopass a fine anno. C'è anche un appello diretto al sindaco: «Ha fatto un grande lavoro su Expo. Ma adesso le chiediamo che mensilmente venga con noi nei quartieri della città. La gente vuole parlare con il sindaco. E venga a vedere l'altra Milano. Non quella dell'Expo, ma quella di Muggiano e Chiaravalle».

Il neodeputato Matteo Salvini e l'assessore Massimiliano Orsatti fanno il punto sul voto del Carroccio a Milano: 94.500 voti alla Camera, 82.300 al Senato. Scelgono Palazzo Marino per far arrivare a chi di dovere i propri «auspici ». «Non siamo interessati ad avere assessori in più» attacca Salvini. Anche se nel futuro non vedrebbe male un primo cittadino del Carroccio: «Noi ci crediamo». «E neanche al rimpasto. A noi interessa un'accelerazione».

Fanno pesare quei «centomila» voti. Più del doppio delle politiche 2006. In lista alla top ten delle condizioni ci sono i campi rom e gli sgomberi della case occupate. «L'unico numero di campi nomadi, sia regolari sia irregolari, che vogliamo a Milano è zero. La giunta Moratti ha tre anni di tempo per fare quello che è avvenuto in città come Monza e Verona, dove non ci sono campi nomadi». E c'è un messaggio anche per i patti di legalità: «Nessuno si sogni di ripresentare i patti di legalità — ha tuonato Salvini — e se l'assessore Moioli tornerà a riproporci i patti di legalità noi le porteremo i nostri 100 mila voti che significano 100 mila no».

Orsatti aggiunge: «Prima si rispetti la legge e poi si pensa all'accoglienza». Poi tocca agli assessori «fannulloni». L'idea è quella di portarli da 16 a 12. «C'è qualche assessore di cui si è persa traccia» continua Salvini. Fa anche dei nomi: Luigi Rossi Bernardi, Ombretta Colli, Andrea Mascaretti. «Nell'interesse della città è bene fare un tagliando alla giunta prima dell'estate, una sorta di Stati generali dove ogni assessore spiega quello che ha fatto e quello che farà». Non chiedono la testa del centrista Gianni Verga: «Abbiamo vinto, non ci interessa stravincere ». Ma un pensierino alla delega sulla sicurezza di Riccardo De Corato la fanno. Magari, giocando sull'incompatibilità. «L'idea del vicesindaco può essere interessante » ridacchia Orsatti.

Ultimi due capitoli. Ecopass ed Expo. «Riteniamo che siano i milanesi a dover dire se l'Ecopass ha funzionato o meno. Si faccia un referendum a fine anno». Invece sull'Expo, vogliono essere i leghisti a dire qualcosa alla Moratti: «Noi vogliamo assolutamente dire la nostra. L'Expo deve essere un'opportunità per tutti. Non vogliamo che sia un affare per pochi». Condizioni dure e precise. Ma in settimana la Moratti incontrerà Umberto Bossi e tra i due, si sa, c'è un patto d'acciaio.


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