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L'EMERGENZA INQUINAMENTO
Smog, Milano è già fuorilegge
bruciato il bonus Ue per il 2011
Raggiunti i 35 giorni di sforamento che l'Europa ammette per l'intero anno: a questo punto
scatterà la procedura d'infrazione. Sangalli (Unione del commercio): i veleni ci costano un miliardo

Articolo del: 08/02/2011
Autore: Ilaria Carra

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Bonus esaurito. Milano ha già bruciato i 35 giorni di sforamenti del Pm10 concessi dall’Unione europea per l’intero anno. Una sequenza nera che fa scattare a Bruxelles la procedura d’infrazione, inanellata, quest’anno, in anticipo rispetto agli ultimi cinque. Andò peggio, difatti, soltanto nel 2002 e nel 2006, quando la soglia europea venne raggiunta rispettivamente il 4 e il 6 febbraio.

La domenica a piedi dei milanesi

L’allerta smog cresce, la città soffoca. Con l’aggiunta della beffa: malgrado le dieci ore di motori spenti, domenica le polveri sottili hanno superato anche di tre volte il livello di guardia: il Pm10 è volato a 150 in via Senato, 145 al Verziere e 112 in Città Studi. Registrando, così, il ventiseiesimo giorno fuorilegge di fila. Un andamento negativo che nei prossimi giorni non dovrebbe migliorare, almeno fino al weekend per il quale è prevista una debole perturbazione. Certo è che, visti i risultati, i due solitari stop al traffico di Milano non si sono rivelati efficaci.

E così la polemica si scalda. Legambiente — che ha consegnato a Palazzo Marino la “Mascherina d’oro”, una maschera antigas che simboleggia il flop nella lotta contro lo smog — denuncia che «la concentrazione media delle polveri è di 98 microgrammi dall’inizio dell’anno». La Camera di commercio di Milano annuncia che commissionerà alla Cattolica uno studio sull’inquinamento e, attraverso il suo presidente Carlo Sangalli, lancia un appello: «Bisogna uscire dalla logica dell’emergenza, tutti devono unirsi per combattere lo smog: inquinamento e traffico costano 3.500 euro all’anno a ogni impresa, in totale un miliardo tra ritardi, malattie e giorni di lavoro persi».

I provvedimenti del Comune, a partire dallo stop in area Ecopass per i veicoli che abitualmente pagano, non saranno comunque ritoccati fino a domani, quando in Provincia si riunirà il tavolo con i sindaci dell’hinterland e i commercianti. «Ci auguriamo di non essere più soli nella battaglia contro l’inquinamento», dice il sindaco Letizia Moratti. Intanto il presidente della Provincia, Guido Podestà, chiarisce che «è necessario coordinare le iniziative a livello di area metropolitana». Se Simonpaolo Buongiardino, dell’Unione del commercio, ribadisce che «tra giovedì e venerdì servirà una deroga, sempre che i blocchi proseguano», i sindaci dell’hinterland sono concordi nel ritenere che difficilmente si riproporrà un’altra domenica a piedi.

«Bloccheremo tutto solo se ci diranno che siamo in emergenza sanitaria, ma sembra una strada difficile e poco utile», anticipa Massimo D’Avolio, sindaco di Rozzano. Per Daniela Gasparini, primo cittadino di Cinisello, la regia tocca alla Provincia: «Deve farsi garante di un “governo metropolitano” per condividere decisioni di sistema: non blocchi-spot ma politiche sui trasporti». Giovanni De Nicola, assessore ai Trasporti proprio in Provincia, promette incentivi per chi non inquina: «Con la nuova card dei trasporti entro l’estate daremo dei bonus a chi usa i mezzi pubblici».

Intanto l’opposizione attacca: «Sindaco e giunta cincischiano ma servono scelte drastiche e immediate», dice Pierfrancesco Majorino, capogruppo Pd. Di «cappa strumentale» parla invece il vicesindaco Riccardo De Corato, spiegando che «l’anno scorso ben 48 capoluoghi hanno superato i limiti europei». Gli risponde Edoardo Croci, presidente di Milanosimuove: «Non si era mai verificata sotto la giunta Moratti un’emergenza così lunga e una risposta istituzionale così debole».

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