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Caro-metrò, il fronte dei sindaci
"Il biglietto a 2 euro e 10 è troppo"
L’hinterland fa quadrato in modo bipartisan e chiede alla Regione (il prezzo è stabilito in base
alle griglie tariffarie del Pirellone che dividono il territorio per spicchi) di cambiare la legge

Articolo del: 18/02/2011
Autore: ILARIA CARRA

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Un fronte comune di sindaci, con una richiesta: la tariffa unica per il metrò. Una rivendicazione rilanciata approfittando dell’ultima “discriminazione” sul prezzo del biglietto per il prolungamento di Assago, 2 euro e 10 centesimi per pochi chilometri fuori dai confini cittadini, già contestati da pendolari, Comune e gruppo Cabassi, proprietario del Forum che da domenica sarà servito da una delle due fermate. L’hinterland fa quadrato in modo bipartisan e chiede alla Regione (il prezzo è stabilito in base alle griglie tariffarie del Pirellone che dividono il territorio per spicchi) di cambiare la legge.

Una protesta, due filoni. C’è chi vuole che nella prima fascia dell’hinterland si paghi lo stesso biglietto di Milano (un euro): «Per pochi chilometri in più si paga più del doppio — spiega Loris Cereda, sindaco di Buccinasco — a Milano il rapporto qualità prezzo è molto più equilibrato: chiediamo un impegno anche a Palazzo Marino, potrebbe esserci anche un riscontro elettorale». Il rischio, se il prezzo non scenderà, è che da Buccinasco i pendolari continuino ad andare in auto fino a Famagosta o Romolo, dove si paga un euro, snobbando Assago. Sulla stessa linea anche Graziano Musella, che di Assago è sindaco: «Serve un’area metropolitana più integrata: noi siamo sempre stati puniti dalla grande città. Milano è ben servita anche se paga solo un euro mentre la provincia soffre la debolezza del servizio».

Concorda anche Rozzano, con il sindaco Massimo D’Avolio: «Il biglietto di Assago è una cifra fuori dal mondo — denuncia — se si pensa che sono solo due o tre fermate, è un paradosso. Non ci si può lamentare se poi la gente va a Milano in macchina». Tariffa unica prioritaria anche per Opera: «È l’unica soluzione, se si vuole scoraggiare l’uso dell’auto — osserva il primo cittadino, Ettore Fusco — e per utilizzare le fermate di Assago avremmo bisogno di un autobus che ci porti fino a lì».

Da Sesto San Giovanni arriva un’altra proposta: «Si potrebbe far pagare un biglietto in base alla distanza percorsa — dice il sindaco Giorgio Oldrini — se si fanno 10 chilometri dentro i confini milanesi, o altrettanti sconfinando nell’hinterland, il prezzo deve essere uguale. Chiediamo un incontro in Regione, la legge va cambiata». A dare sostegno alla richiesta dei sindaci anche il presidente della Provincia, Guido Podestà: «Una tariffa unica è fondamentale per la modernizzazione di un territorio che deve garantire a oltre tre milioni di abitanti trasporti pubblici efficienti e omogenei nei costi: non può più essere più tollerato che un cittadino di Bresso spenda per raggiungere il vicino Niguarda più di un residente a Gratosoglio». Podestà aggiunge anche che in questa partita la Provincia «intende assumere un ruolo di coordinamento tra la Regione e i Comuni».

Prosegue, intanto, il pre-esercizio sulla nuova tratta del metrò verde fino ad Assago, che partirà ufficialmente domenica. «Il collaudo non è andato male — ha fatto sapere il presidente dell’Atm Elio Catania — l’inaugurazione è confermata». Sul carobiglietto Catania ha poi ricordato che la tariffa «è definita dalla politica» quindi «dal Comune, dalla Provincia e dalla Regione». Ieri per Assago è arrivato il via libera ai collaudi dai tecnici del ministero delle Infrastrutture e dei vigili del fuoco. All’ok finale per viaggiare sulla linea manca solo la Provincia, che potrebbe dare il suo placet oggi: «Abbiamo chiesto che ci mandino un surplus di documentazione — spiega Giovanni De Nicola, assessore ai Trasporti — solo allora firmeremo».

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