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Ultimatum dei pendolari sui ritardi
"Stop ai rincari se manca la qualità"
Il Pirellone ha fissato per maggio la seconda tranche degli aumenti - più 10 per cento, come
a febbraio - ma questa volta è condizionata al miglioramento del servizio ferroviario regionale

Articolo del: 26/02/2011
Autore: ILARIA CARRA

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Non solo non si vedono progressi: su alcune linee la situazione è pure peggiorata. E i pendolari lombardi non ci stanno: «A queste condizioni altri aumenti sono impensabili», avvertono, dopo che l’analisi comparata dei dati di dicembre, diffusi dalla Regione, ha evidenziato un peggioramento del servizio, con 25 linee giudicate di qualità insufficiente. Il Pirellone ha fissato per maggio la seconda tranche di rincari dei biglietti - più 10 per cento, come a febbraio - ma stavolta condizionata al miglioramento del servizio ferroviario regionale. Quindi, se la qualità non crescerà davvero, niente rincari. Lo dicono i viaggiatori, ma l’aveva assicurato anche la Regione.

«Altro che aumenti, dovremmo parlare semmai di rimborsi — denuncia Francesco Graziano, viaggiatore della Milano-Bergamo — le carrozze restano poche, siamo stipati come bestie. Con ritardi fisiologici: impieghiamo lo stesso tempo del 2007, quando i binari erano la metà». Quadruplicata la rete tra Pioltello e Treviglio, raddoppiata da Bergamo a Treviglio, ma le cose non migliorano. Anzi. «Tralasciando la frequenza insopportabile dei guasti, mi inferocisco pensando al denaro pubblico speso e ai disagi subiti nella speranza vana di viaggi migliori» scrive Giuseppe, del comitato pendolari bergamaschi, in una mail di sfogo.

«Sulla carta sono sempre 48 minuti per arrivare in Centrale — aggiunge Graziano — ma 10 di ritardo è la regola. Però paghiamo di più: chissà che parametri sceglieranno per valutare il servizio». Sono ancora ignoti, in effetti: la Regione li discuterà mercoledì, a una riunione del tavolo del trasporto pubblico che si annuncia infuocata. Ettore Fittavolini, portavoce dei pendolari della Milano-Piacenza: «Subiamo ritardi un giorno sì e l’altro pure, è un disastro. Manca giusto un’altra stangata». Piacenza-Milano è una delle linee più martoriate, come la Bergamo-Carnate-Milano.

Sulla MilanoLeccoTirano, invece, dopo un dicembre nero, qualche miglioramento c’era stato a gennaio. Ed è già finito. «Da due settimane — spiega Giorgio Dahò, portavoce del coordinamento pendolari lombardi — specie la mattina, bastano quattro gocce di pioggia per mandare in tilt un sistema evidentemente fragile». Sugli aumenti in arrivo, con 8.500 firme già raccolte, ecco il punto fermo: «Visto che siamo noi a pagare di più è giusto che decidiamo anche i parametri della qualità del servizio — aggiunge Dahò — per calcolare i bonus, per esempio, si devono considerare i treni delle ore di punta e non spalmare la media su tutta la giornata. Ci impunteremo».

Anche per i lodigiani è stato un gennaio da dimenticare: un centinaio le segnalazioni per ritardi, degrado, soppressioni di convogli. Arrabbiatissimi i bresciani: «È sempre peggio — denuncia Paolo Rivi — ai cronici ritardi dei regionali si sono aggiunti quelli degli Eurostar. Uno lunedì ha ritardato di 70 minuti: un treno è saltato, l’altro aveva due carrozze in meno. Risultato: pigiati come sardine, mezz’ora di ritardo al lavoro. La sera non parliamone: il diretto delle 18.19 che dovrebbe metterci un’ora scarsa arriva mezz’ora dopo».

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