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Palazzo Marino non si presenta alle udienze. De Corato: le categorie sapevano
Carico merci, il giudice cancella le multe
Ecopass, accolti i ricorsi. «Perdonati» fornitori, negozianti e artigiani. «C'è stata poca informazione»

Articolo del: 01/03/2011
Autore: Armando Stella

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MILANO - Alla fine, quand'è stato chiamato a spiegare le multe, e a difenderle, il Comune non s'è neppure presentato alle udienze: «condannato» in contumacia. L'ufficio del Giudice di pace sta accogliendo decine di ricorsi presentati dagli artigiani e dai fornitori sanzionati dalle telecamere Ecopass della «Ztl merci», il sistema di controllo del carico e scarico nei Bastioni: «Abbiamo riconosciuto la buona fede, i conducenti ignoravano la disciplina d'accesso al centro storico», spiega il coordinatore dei giudici, l'avvocato Vito Dattolico.
La buona fede dei commercianti puniti, e ora perdonati, s'intreccia alla «scarsa informazione» garantita da Palazzo Marino all'avvio della riforma del traffico commerciale: le infrazioni, scrivono i giudici, sono state involontarie; i trasgressori, soprattutto se residenti fuori città, e a Milano solo per lavoro, non conoscevano le regole.

Il condono arriva dal tribunale. L'aveva chiesto inutilmente l'opposizione, delusa dal vicesindaco Riccardo De Corato: «Tecnicamente impossibile». Il Codacons s'era schierato a difesa dei commercianti: «Cartelli incomprensibili e comunicazione insufficiente, Palazzo Marino fa cassa sulle spalle delle categorie». Tocca ai giudici, ora, chiudere la polemica. Le udienze sono iniziate il 2 febbraio, il calendario è fitto. Alberto Maggi è un architetto del verde, lavora per una ditta del lecchese, abita nella bergamasca; l'estate scorsa, in soli quattro mesi, aveva accumulato sette verbali e un debito di 616 euro per aver violato la «Ztl merci» con un mezzo diesel Euro 3: «Le mie multe - racconta - sono state cancellate». Lo stesso giorno, nelle aule di via Sforza, sono state graziate altre due aziende.
La delibera sul carico e scarico nei Bastioni è stata approvata dalla giunta Moratti il 22 marzo 2010, al termine di una trattativa delicata, tribolata, che rischiava di dividere l'amministrazione e le associazioni del commercio davanti al Tar.
L'impianto di controllo, che utilizza le telecamere di Ecopass, prevede finestre d'ingresso differenziate a seconda dalla classe Euro del veicolo «adibito al trasporto merci»: chi meno inquina, più circola. Dopo l'ultimo ritocco, il 31 gennaio scorso, l'area Ecopass è stata chiusa tra le 7.30 e le 19.30 a circa duemila veicoli tra diesel Euro 2 e 3 e benzina Euro 2. La sanzione è di 88 euro.

Nei primi quattro mesi di divieti, tra maggio e agosto 2010, erano state notificate 26.403 cartelle esattoriali. Una strage: 260 sanzioni ogni ventiquattr'ore e un incasso di oltre 2,32 milioni di euro per il Comune. «Ma il sistema presentava anche difetti di funzionamento», ricorda Simonpaolo Buongiardino, rappresentante dell'Unione del commercio: «Il cervellone elettronico non riconosceva le targhe dei mezzi Euro 4 diesel senza filtro antiparticolato». Gli avvocati dell'associazione non hanno presentato istanze di autotutela: hanno bussato ai giudici. «Com'era prevedibile, i primi pronunciamenti sono a favore dei ricorrenti», commenta il consigliere Pdci Francesco Rizzati: «Speriamo ne tengano conto sia De Corato sia il prefetto, a cui sono stati presentati centinaia di ricorsi».

Ogni nuovo divieto al traffico, spiega l'avvocato Dattolico, deve avere una comunicazione ampia, chiara, adeguata allo scopo, che precede la fase di repressione: «Purtroppo non c'è stata, almeno all'inizio». E ora? «È una situazione paradossale - replica, stizzito, il vicesindaco De Corato -. La "Ztl merci" è il frutto di un lavoro di concertazione con i rappresentanti di tutte le categorie interessate. Nessuno era all'oscuro».

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