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I 70 km all’ora sulle provinciali? Zero multe

Articolo del: 11/03/2011
Autore: Maria Sorbi

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Zero multe. Sembra paradossale ma è così. Sulle strade provinciali, dove da circa tre settimane non si possono superare i 70 chilometri all’ora, la polizia provinciale non ha fermato nessuno. E non certo perché gli automobilisti sono stati diligenti e hanno rispettato alla lettera i divieti anti smog. I motivi sono nascosti altrove. Ad esempio negli autovelox portatili, che hanno le pellicole bruciate e sono talmente vecchi che starebbero meglio in una soffitta anziché a bordo di una volante. Oppure nel numero degli agenti arruolati da Palazzo Isimbardi, pochi, cento persone in tutto. «La polizia provinciale - spiega Giovanni De Nicola, assessore provinciale ai Trasporti - deve provvedere a tutto: dalla vigilanza sulle discariche abusive alla lotta al lavoro in nero nei cantieri. E il numero degli addetti è basso. Per questo non ci sono state sanzioni». In sostanza non ci sono abbastanza uomini per poter organizzare dei presidi di controllo nei punti cardine delle strade. «Per di più - aggiunge De Nicola - le apparecchiature in mano agli agenti sono vecchie e non funzionano. Nei prossimi mesi però installeremo degli autovelox fissi nei punti più pericolosi delle provinciali, agli incroci dove si è verificato il più alto numero di incidenti».
Se sulle provinciali (Cassanese, Paullese, Milano-Meda, Rho-Monda, Val Tidone) non sono arrivate multe, non si può dire altrettanto per le tangenziali, dove sono in vigore gli stessi divieti e i nuovi limiti di velocità anti smog. Qui gli autovelox (funzionanti) della polizia stradale hanno fotografato 500 trasgressori e probabilmente saranno altrettante le sanzioni: in media una trentina al giorno. Il numero tuttavia è basso. Bassissimo se si considera che sulle tangenziali circolano oltre 400mila veicoli ogni mattina e ogni sera.
Insomma, tra apparecchiature «retrò» e multe date (per fortuna) col contagocce, l’ordinanza sui limiti a 70 all’ora sembra rivelarsi una farsa, una misura che forse ci si poteva pure risparmiare. «L’avevamo detto - spiega de Nicola - che saremmo stati tolleranti e benevoli. Per questo le multe sono state blande. Questo è stato l’anno in cui abbiamo avviato per la prima volta provvedimenti del genere per migliorare la qualità dell’aria. L’anno prossimo perfezioneremo i nostri interventi anti smog».
Qualche multa in più è stata data nei tratti di strada gestiti dai comuni della provincia, ma nei fatti si può dire che l’ordinanza di Palazzo Isimbardi non abbia portato a grandi risultati: se le polveri sottili nell’aria sono tornate sotto la soglia di allarme, il merito non è stato certo dei 70 chilometri all’ora ma della pioggia, che ha spazzato via gran parte del Pm10. «L’ordinanza fa parte di un quadro più ampio - spiegano in Provincia - che prevede più interventi nella lotta contro lo smog». Tuttavia sembra si sia fatto molto rumore per nulla: prima i ritardi nel montare i cartelli con i nuovi limiti di velocità, poi l’ipotesi delle safety car (mai viste) per rallentare il traffico come sulle piste di Formula Uno. E ora le multe fantasma. Fortunatamente è questione di giorni: l’ordinanza si interromperà il 15 marzo e l’anno prossimo si vedrà.


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