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Le multe a strascico fanno flop
Milano parcheggia in doppia fila
Lo street control funziona solo in strade larghe e richiede tempo. Risultato: battaglia persa
in partenza. I vigili: "Bisogna fotografare le auto due volte, è meglio fare il giro dei negozi"

Articolo del: 22/03/2011
Autore: FRANCO VANNI

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Sui Bastioni di Porta Volta alle tre e mezzo del pomeriggio le auto ferme in doppia fila sono sei. Filippo, imprigionato in una Yaris nera, è preoccupato: «Spero che l’imbecille torni a prendere la macchina prima che mi si sciolgano i surgelati», dice. L’imbecille è una signora, che si scusa mille volte prima di mettere in moto e consentire a Flippo di cominciare la sua corsa contro il tempo verso il freezer.

«Qui è sempre così: visto che i vigili non si fanno più vedere ognuno posteggia come vuole» dice indignato il conducente di un camion che rifornisce il supermercato Unes all’incrocio con via Pontida, fermo in seconda fila anche lui. Identica scena, mezz’ora più tardi, in viale Abruzzi di fronte al super Gs: auto e furgoni fermi sulla corsia riservata ai mezzi pubblici. Va anche peggio alle 16.30 in viale Majno, dove la strada è occupata dai fuoristrada delle mamme degli studenti di una scuola privata, che nella fretta di recuperare il pargolo nemmeno perdono tempo a cercare un posto regolare.

Era il 16 maggio scorso (un anno prima delle prossime elezioni comunali) quando il vicesindaco Riccardo De Corato, da sei mesi assessore al Traffico, annunciava: «La sosta in doppia fila a Milano ha le ore contate». E individuava anche l’arma letale che avrebbe cancellato il malcostume delle quattro frecce lampeggianti: «Il rilevamento automatico delle infrazioni - disse De Corato - offrirà un deterrente ai comportamenti scorretti». La scorsa settimana è partita la sperimentazione delle “multe a strascico” date grazie a una macchina fotografica a bordo delle volanti dei vigili. Da allora i verbali “in automatico” sono stati compilati al ritmo di 3mila al mese. Ma oggi è chiaro a tutti: la sosta selvaggia ha avuto la meglio sullo street control.

Per accorgersi del fallimento della guerra tecnologica alla doppia fila basta fare un giro per la città. Ma cosa è andato storto? «Il sistema ha dei limiti - dice Giuseppe Falanga, del sindacato Uil Fpl - è impossibile impiegarlo dove più servirebbe, vale a dire nelle strade trafficate, in quelle strette o dove le auto in seconda fila sono numerose e vicine fra loro». A differenza del sistema impiegato a Bologna - che filma le targhe grazie a una telecamera installata a bordo della pattuglia in movimento - lo street control milanese prevede che i vigili scattino due fotografie all’auto in sosta irregolare: una da dietro, alla targa, e l’altra all’abitacolo, per dimostrare come a bordo ci sia nessuno.

«Per fare la seconda foto dice uno dei vigili che dall’inizio hanno sperimentato lo street control dobbiamo fermarci e accostare. In pratica, dobbiamo metterci fermi in terza fila, bloccando il traffico». Il sistema funziona, quindi, solo nei tratti di strada ampia e non troppo trafficata. In Zona 4, ad esempio, le multe a strascico vengono date in viale Corsica, dove la carreggiata è larga e la doppia fila dà meno fastidio, ma solo raramente in corso XXII Marzo o in corso Lodi, dove il caos all’ora di punta è tale da non consentire ai vigili di accostare. Si aggiunga che a differenza che a Bologna, dove il verbale viene steso in un secondo momento, in ufficio a Milano i vigili compilano il “verbale elettronico” in auto, sul posto. E creano così ulteriore intralcio. Ultimo guaio: se le auto ferme in carreggiata sono troppo vicine fra loro è impossibile per l’occhio elettronico vedere la targhe.

Ieri alle 17 una pattuglia dei vigili in via Raffaello Sanzio ha multato con il sistema street control le quattro auto lasciate in seconda fila. A quell’ora la strada era deserta e per questo hanno potuto lavorare con calma, accostando in terza fila per fare le fotografie e poi spostandosi in seconda per compilare il verbale. Se i vigili fossero passati prima, alle 14, di auto in seconda fila ne avrebbero trovate una quindicina, più altre ferme lungo la linea di mezzeria. «L’ora drammatica è quella dei pasti - dice Mariella Comini, residente in via Ravizza all’incrocio con Raffaello Sanzio - quando le pizzerie attraggono gli impiegati degli uffici». In corso Buenos Aires l’ora critica invece è quella dell’apertura pomeridiana dei negozi. Lì i vigili del comando di Zona 3 stanno sperimentando un sistema “all’antica”, ma che sembra dare risultati.

«I vigili sono spesso qui sul viale a piedi - dice Livio, da 25 anni dietro al banco della gelateria Viel - prima di multare, entrano nei negozi e chiedono in modo gentile ma fermo se l’auto posteggiata in modo irregolare sia di qualcuno dei clienti. Lo fanno da due mesi, e le macchine in seconda fila sono diminuite». Non si tratta dell’iniziativa di qualche ghisa volenteroso, ma di una precisa indicazione del comando di zona. «Nel tempo in cui fai un verbale - dice un agente - a cento metri di stanza altri cinque hanno messo l’auto in seconda fila. Chiedendo alla gente di andarsene siamo più veloci e otteniamo di più. Se poi non troviamo l’automobilista, ovviamente la multa la facciamo».

Commento: Un plauso alla filosofia di operare descritta nell' ultimo paragrafo. E' evidente che se adottata su larga scala potrebbe dare buoni risultati.
Difficile, però, che al Comune possa andare bene. Infatti non permette di fare cassa!


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