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"A sinistra solo i veti dei signor no Per questo sto ancora con Letizia"

Articolo del: 25/03/2011
Autore: Chiara Campo

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Milano come Amsterdam o Copenaghen. Sogna una città con meno auto e cemento e più aree pedonali. Ci ha provato da ex assessore al Traffico e, nonostante il «divorzio» nel 2009, il papà di Ecopass Edoardo Croci torna in campo con la lista civica «Progetto Milano migliore» - di cui oggi presenta simbolo, manifesto e campagna - ancora al fianco della Moratti e del centrodestra.

Pdl e Lega per anni l’hanno “massacrata”. Non le è bastata la prima esperienza?
«Ricordo che diverse misure come bike e car sharing, pedonalizzazioni, piste ciclabili e lo stesso ticket sono partite quando io ero assessore, con atti portati in giunta e votati da tutti. Ci può essere stata a volte rottura, dibattito, ma credo che il piano per la mobilità sostenibile della giunta Moratti abbia fatto partire una rivoluzione che ora deve entrare nella fase b».

Ed è convinto che il centrodestra sia l’alleato più sensibile a questi temi?
«Assolutamente, l’ambientalismo per anni è stato visto come appannaggio della sinistra, oggi non è più così. Anzi, la sinistra è rimasta indietro, ragiona sempre in termini di opposizione invece che di proposta. Invece il tema ambientale va visto come fattore non di freno ma di opportunità e sviluppo, anche dal punto di vista economico».

In che modo?
«Penso al teleriscaldamento, all’efficienza energetica, ai sistemi di mobilità pulita come bici e auto elettriche. Tutti settori che possono mettere in moto ricerca, università, imprese. Muovere investimenti e creare posti di lavoro».

Sono anche i temi dei referendum che ha promosso con il verde Fedrighini e il radicale Cappato. Loro si sono schierati con il candidato del Pd Pisapia e dicono che lei si pentirà.
«Ognuno è libero di schierarsi con chi crede. Io penso che i quesiti siano la continuità ideale del programma lanciato 5 anni fa dalla Moratti, proposte che non si trovavano ad esempio da parte dell’allora candidato di sinistra Pd Bruno Ferrante. C’è stato il tentativo di farli sembrare referendum “di una parte” ma la mia presenza al fianco della Moratti, che li ha condivisi, dimostra che appartengono anche o soprattutto alla cultura liberale. E solo con lei sindaco avrò la concreta possibilità di realizzarli».

Ci saranno esponenti di area nella sua lista?
«Non ci sarà neanche un politico di professione, una novità assoluta nel panorama milanese. Ci saranno medici, docenti, solo esponenti della società civile che hanno deciso di mettersi in gioco e portare contributi di idee e esperienza al servizio della città. Vogliamo dare voce a quella maggioranza dei milanesi che chiedono cambiamenti coraggiosi perché la città sia più vivibile. Saremo un “ariete” all’interno della coalizione».

Mi tocca tornare al ticket. Come la metterete con la Lega?
«Si è fatto un dibattito fin troppo ampio su Ecopass, io propongo nel programma di trasformarlo in congestion charge ma è solo una parte di un progetto più ampio. E sono d’accordo coi leghisti sulla creazione di vaste aree pedonali in centro».

Loro propongono addirittura di chiudere il centro. É d’accordo?
«Si può arrivare a effetti simili anche mantenendo i grossi assi di scorrimento. Ma immagino vasti percorsi pedonali con alberi e tavolini, aree accessibili a piedi, in bici o con i mezzi, sul modello di Amsterdam».

Qualche esempio?
«In tempi rapidi, perché esiste già un progetto, si può creare un percorso senz’auto nella Milano Romana allargata, da Magenta al Duomo passando per via Brisa, la Borsa, l’Ambrosiana. Un grande parco archeologico-monumentale. E i Navigli oggi non sono “né carne né pesce” e alimentano contrasti sociali. Altre città hanno canali pedonali, se facessimo questa scelta tornerebbero ad essere un fiore all’occhiello di Milano».

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