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La denuncia dei sindacati, che chiedono più aree di interscambio per i pendolari
Parcheggi Atm: sono pochi e cari

Articolo del: 07/04/2011
Autore: Gabriella Persiani

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Milano ha fame di parcheggi, soprattutto in corrispondenza delle linee di trasporto pubblico.
I quasi 16mila posti oggi disponibili, infatti, non bastano e 4mila auto dall’hinterland e dal resto della regione, ogni mattina, fanno dietrofront davanti alle sbarre abbassate dei parking Atm al completo ed entrano in centro. A denunciarlo è il rapporto Non è una città per pendolari condotto dalla Filt Cgil tra il 21 e il 25 marzo e presentato ieri. Secondo questo studio, l’utilizzo medio giornaliero dei parcheggi di interscambio gestiti da Atm (11 su un totale di 19 considerando anche i 2 extraurbani di Gessate e Cologno Nord e i 6 urbani) è pari al 95%, con 10.610 ingressi su 11.122 posti disponibili. Grande affollamento anche nei due parking extraurbani, con il 79% della capienza media occupata. Si va oltre la saturazione a Maciachini, con un uso al 122%, e a San Donato Paullese (103%), mentre l’altra faccia della medaglia è che il 50% dei posti nei multipiano dentro Milano resta vuoto. «Basta bucherellare il centro – tuona Nino Cortorillo, segretario generale della Filt Cgil Lombardia -. Servono parcheggi nella cintura esterna, eppure si inaugurano stazioni del metrò senza prevederli». Eclatante è anche il caso del futuro parking di Comasina da 230 posti, «a fronte dei 2000 necessari». A disincentivare questo tipo di mobilità pendolare ci si mette, poi, l’esoso costo dell’abbonamento annuale (1343 euro) rispetto a quello settimanale (6,20 euro), più congruo ma in numero limitato, e non sempre la sosta è garantita. «Ci vorrebbe – propone il segretario milanese Rocco Ungaro – un mensile integrato per parcheggio e metrò». Per il futuro, infine, si suggerisce di costruire multipiano nelle aree ferroviarie dismesse (come a Rogoredo e a Sesto), invece di altre case. (ass)

Commento: Considerazioni assolutamente ragionevoli, a fronte di problemi ovvi, che solo i cervelloni del Comune non hanno saputo prevedere.

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