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Ai varchi il sistema è già in linea col rilevamento infrazioni
Via Sarpi, telecamere accese per l'sola pedonale. Ma per un mese niente multe
Il Comune rinvia alla fine di giugno la campagna repressiva. Protesta dei residenti

Articolo del: 29/05/2011
Autore: Armando Stella

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MILANO - Le telecamere sono state accese, collaudate e collegate al sistema di rilevamento delle infrazioni. «Vedono» già gl'ingressi abusivi nella Zona a traffico limitato, ma non sanzionano le auto né i furgoni. Aspettano. Il Comune ha rinviato di un mese la campagna repressiva nella neonata isola pedonale di via Sarpi. La trappola delle multe elettroniche (da 88 euro) non scatterà il 30 maggio, come annunciato all'inaugurazione: «È slittata al 27 giugno. Sono stati ritirati solo 300 su 800 pass», spiega il vicesindaco Riccardo De Corato. Protesta il comitato ViviSarpi: «Le regole - attacca il presidente Pierfranco Lionetto - sono costantemente trasgredite». Sono state ordinate le rastrelliere e le panchine. È l'ultimo ritocco. Il conto del restyling ha superato i 5,5 milioni di euro. Il progetto, coordinato da Mm, ha rivoluzionato viabilità ed estetica della zona. Sosta vietata. Trentasei lecci. Aiuole ai margini del percorso pedonale. Bike sharing. Via Sarpi è stata suddivisa in tre «sottoambiti» distinti e indipendenti. I residenti hanno il pass e possono circolare con l'auto solo all'interno del loro spicchio. Il primo: da largo Gadda a via Lomazzo-Albertini. Il secondo: tra via Rosmini-Aleardi e via Signorelli. Il terzo: tra via Rosmini e piazzale Baiamonti.

I varchi sono sorvegliati dalle telecamere e le violazioni saranno spedite direttamente a casa, come già succede per le altre Ztl di Milano (vedi corso Garibaldi e l'area Ecopass sui Bastioni). Ma Chinatown fa storia a sé. Il quartiere, negli ultimi quindici anni, s'è trasformato nella base logistica del commercio cinese all'ingrosso. Depositi e magazzini di import-export hanno stravolto il piano terra di via Sarpi e del reticolo di strade attorno. I piani di «delocalizzazione» - dall'ipotesi Gratosoglio al ventilato trasferimento a Lacchiarella - sono ormai archiviati. È il mercato, per dirla col Consolato cinese, ad aver scelto il suo distretto. Nel cuore di Milano. A Porta Volta. Dunque: non ci sarà alcun trasloco.
È il traffico pesante a convergere qui. L'isola pedonale ha spostato le operazioni di carico e scarico merci nelle strade laterali: «Mancano i controlli, i fornitori non rispettano gli orari - denuncia ViviSarpi -. Il caos è continuo, non risparmia neppure la domenica».

Intanto, ieri, un gruppo di cittadini, architetti e professionisti ha inaugurato un «giardino temporaneo» in viale Montello (guarda le foto), di fronte al numero 6, nell'area che ha ospitato fino al 2009 la Piccola scuola di circo. La squadra di volontari ecologisti ha ripulito i 2 mila metri quadri di verde, realizzato percorsi e vasche per orti urbani: «È un progetto esportabile che valorizza la biodiversità». In questo angolo di Chinatown ci sono: un grande platano, arbusti, fichi e ailanti. Nei prossimi mesi, quando si sbloccherà la pratica a Palazzo Marino, sarà costruito un parcheggio sotterraneo.

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