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La fase 2: un'area allargata, vigilata da telecamere e vietata solo ai mezzi molto inquinanti
Ecopass, al Comune più di 50 milioni
Prime stime sulla congestion charge che dovrebbe partire a gennaio. Il Pdl: non servirà a nulla

Articolo del: 01/09/2011
Autore: Gianni Santucci

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MILANO - Il secondo passaggio del nuovo Ecopass, quello che dovrebbe partire a gennaio con un pagamento di 4 o 5 euro per tutte le auto che entrano nei Bastioni, è un allargamento dell'area. Come a Londra, secondo il modello già sperimentato nella capitale britannica: far pagare tutti nella city e allargare la zona in cui soltanto i veicoli super inquinanti (mezzi da cantiere, auto con motori diesel molto vecchi) non possono circolare. Gli inglesi l'hanno chiamata low emission zone , «zona a bassa emissione». Obiettivo: ridurre il traffico in centro e «colpire», nel resto della città, esclusivamente le categorie più critiche, pochissimi mezzi che producono però molto smog. Saranno controllati attraverso un nuovo sistema di telecamere. Gli accessi a Milano sono poco meno di 70 e i nuovi occhi elettronici dovrebbero essere introdotti progressivamente.

La novità passa attraverso un conto economico: l'Ecopass della Moratti ha esaurito i suoi effetti su traffico e inquinamento e, allo stesso tempo, non produce più risorse. Ormai gli incassi del ticket coprono appena i costi per tenere in piedi il sistema. La nuova congestion charge , quella approvata dai milanesi con i referendum sull'ambiente, porterebbe un introito tra i 40 e i 60 milioni di euro l'anno (le stime sono variabili perché bisognerà vedere quali saranno i dettagli, i prezzi e le esenzioni del nuovo provvedimento). In ogni caso, attraverso la tassa di congestione il Comune potrà recuperare le risorse per nuovi investimenti sul trasporto pubblico e la mobilità. Tra questi, c'è la «zona a bassa emissione»: per una prima fase è già pronto un progetto in collaborazione tra Comune, Assimpredil e Legambiente, che prevede l'applicazione di un «bollino» su tutti i mezzi da cantiere in base al quale applicare via via nuove limitazioni.

In questi giorni a Palazzo Marino si sta studiando però anche un nuovo progetto, che prevede l'installazione di nuove telecamere lontano dal confine Ecopass (potrebbe essere la cerchia della 90/91). Il primo obiettivo è rendere efficace la legge regionale che nei mesi invernali impedisce la circolazione dei mezzi più inquinanti (fino ai motori diesel Euro 2), ma che è inapplicata per la quasi totale assenza di controlli.

Sul nuovo Ecopass è molto critico il Pdl: «Passare alla congestion charge cambierà poco o niente - spiega l'ex vice sindaco, Riccardo De Corato - perché il vero colpo alla mobilità sostenibile arriva con l'aumento del biglietto dell'Atm». Pieno sostegno invece da Legambiente: «La congestion va nella direzione giusta - conclude Damiano Di Simine - il problema di Milano è l'uso degli spazi della città, che sono riservati in proporzione eccessiva alle auto. Le risorse generate dalla congestion serviranno per invertire la tendenza e investire su ciclabilità e mezzi pubblici».

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